Milano, 16 gennaio 2026 – È fissata per mercoledì 21 gennaio l’autopsia sui corpi di Chiara Costanzo e Achille Barosi, i due sedicenni italiani tragicamente deceduti nell’incendio avvenuto a Capodanno al locale Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera. L’esame sarà eseguito dai consulenti nominati dalla Procura di Milano e da quelli incaricati dalle famiglie delle vittime, nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma per omicidio plurimo colposo, lesioni colpose e incendio.
Autopsie e indagini a più livelli
La Procura di Milano ha notificato oggi l’avviso di fissazione dell’esame autoptico ai legali delle famiglie. L’obiettivo è stabilire le precise cause della morte di Chiara e Achille, per comprendere se siano riconducibili alle ustioni o alle esalazioni di fumo. Parallelamente, i legali dei genitori di Achille Barosi, Antonio Bana e Stefano Cassamagnaghi, stanno procedendo con la costituzione di parte civile nell’indagine condotta dalla Procura di Sion, in Svizzera.
L’inchiesta italiana si è estesa anche ad altre vittime della tragedia. La Procura di Genova ha programmato l’autopsia sul corpo di Emanuele Galeppini per il 20 gennaio, mentre a Bologna è stata disposta la riesumazione del corpo di Giovanni Tamburi per effettuare l’esame medico-legale, non eseguito in Svizzera. La Procura di Roma, titolare dell’indagine principale, ha delegato gli uffici giudiziari di Milano, Bologna e Genova per diverse attività peritali, i cui risultati confluiranno nel fascicolo centrale.
Crans-Montana, aggiornamenti sulle misure cautelari
Intanto il Tribunale di Sion ha confermato per altri tre mesi l’arresto cautelare di Jacques Moretti, titolare del locale teatro dell’incendio. L’indagine si concentra anche sulla mancanza di vie di fuga e dispositivi di sicurezza adeguati all’interno del locale, come emerso dalle testimonianze raccolte e dal rapporto degli inquirenti italiani. Si segnala che 34 delle 40 vittime sono state trovate accatastate sulle scale interne, ora ritenute una trappola mortale a causa del loro restringimento durante una ristrutturazione nel 2015.
Il dramma ha inoltre acceso il dibattito sulle nuove normative cantonali in vigore dal 1° gennaio 2026, che aumentano le responsabilità penali e amministrative dei gestori di locali pubblici, imponendo controlli più rigidi e prevedendo la revoca immediata della licenza in caso di violazioni gravi o ripetute.
Nel frattempo, Leonardo Bove, un altro sedicenne ferito nel rogo, è stato trasferito in elicottero dall’ospedale di Zurigo al Niguarda di Milano, dove è ricoverato con ustioni su oltre il 50% del corpo e gravi danni da inalazione di fumi tossici.
Per approfondire: Come funziona il sistema giudiziario svizzero?






