Roma, 26 gennaio 2026 – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato oggi a Palazzo Chigi l’Ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma dal governo in seguito alla decisione del Tribunale delle Misure Coercitive di Sion di disporre la scarcerazione di Jacques Moretti, indagato per la strage di Crans-Montana del 1° gennaio 2026. L’incontro, al quale hanno partecipato anche il Sottosegretario Alfredo Mantovano e l’Avvocato Generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, ha definito le condizioni per il rientro dell’Ambasciatore in Svizzera.
Condizioni per il rientro dell’Ambasciatore Cornado
Secondo quanto riferito da una nota di Palazzo Chigi, il ritorno di Gian Lorenzo Cornado in Svizzera è subordinato all’avvio di una effettiva collaborazione tra le autorità giudiziarie italiane e svizzere. È stata inoltre richiesta l’immediata costituzione di una squadra investigativa comune per accelerare le indagini e accertare le responsabilità della tragedia avvenuta a Capodanno a Crans-Montana, che ha causato 40 vittime e oltre 116 feriti.
La decisione di richiamare l’Ambasciatore e la successiva determinazione sul suo rientro riflettono la volontà del governo italiano, guidato da Meloni, di garantire un coordinamento giudiziario trasparente e senza ritardi, anche alla luce delle recenti tensioni generate dalla scarcerazione di Moretti da parte delle autorità svizzere.
Il contesto della strage di Crans-Montana
Jacques Moretti, proprietario con la moglie Jessica Maric di diverse attività commerciali a Crans-Montana, è indagato per omicidio plurimo, lesioni personali e incendio colposo. L’incendio, scoppiato nel locale Le Constellation nella notte di Capodanno, ha provocato una delle tragedie più gravi degli ultimi anni in Svizzera. Moretti ha ammesso durante l’interrogatorio di aver forzato una porta di sicurezza chiusa dall’interno, trovando decine di corpi sul pavimento del locale.
I coniugi Moretti sono titolari di un impero di locali e immobili tra Svizzera e Costa Azzurra, con una storia giudiziaria complessa che include precedenti in Francia per truffa e sfruttamento della prostituzione. Nonostante la gravità della situazione, hanno dichiarato di essere «devastati» e disponibili a collaborare pienamente con la giustizia.
L’incontro a Palazzo Chigi tra Meloni e Cornado segna dunque un momento cruciale per la gestione diplomatica e giudiziaria della vicenda, in un quadro di forte attenzione istituzionale e richiesta di chiarezza da parte dell’Italia.






