Genova, 29 gennaio 2026 – La Digos di Genova ha formalizzato oltre 80 denunce contro i manifestanti che hanno preso parte al corteo pro Palestina dello scorso 22 settembre 2025, organizzata in concomitanza con uno sciopero generale indetto dal sindacato di base USB.
Il corteo pro-Pal e le denunce
La giornata di protesta era iniziata con blocchi ai varchi portuali, che hanno visto una partecipazione di almeno 600 lavoratori impegnati nell’azione di protesta, in particolare presso i varchi di via Albertazzi e San Benigno. Nel pomeriggio, un imponente corteo di circa 20mila persone ha attraversato la città, muovendosi dalla zona del porto fino a piazza De Ferrari.
Un gruppo di circa cento manifestanti, tuttavia, si è distaccato dal percorso autorizzato all’inizio del corteo con l’intenzione di raggiungere l’ingresso dell’autostrada Genova Ovest. Davanti allo schieramento delle forze dell’ordine, il gruppo si è fermato dando vita a un sit-in durato circa mezz’ora, quindi è rientrato nel corteo principale.
Il reato contestato riguarda il blocco stradale, anche in forma pacifica, introdotto dall’ultimo decreto sicurezza, che prevede pene fino a due anni di reclusione se commesso da più persone. Il fascicolo d’inchiesta è stato affidato al pubblico ministero Francesca Rombolà, che dovrà valutare le singole posizioni.
Le scritte contro il gruppo Cosulich e il contesto nazionale
Tra i denunciati figurano anche alcuni manifestanti identificati come autori di scritte con vernice spray davanti alla sede del gruppo Cosulich, importante armatore genovese. Il 22 settembre, proprio questa compagnia aveva rinviato l’attracco di una nave diretta a Tel Aviv, a seguito delle tensioni legate alla manifestazione.
Le proteste pro Palestina si sono svolte in tutta Italia, con manifestazioni di massa e blocchi di arterie stradali e porti in più di 80 città. A Milano, ad esempio, gli scontri con la polizia hanno portato a cinque arresti e numerosi feriti tra le forze dell’ordine, mentre a Roma oltre 50mila persone hanno partecipato al corteo, che ha visto l’occupazione di alcune facoltà universitarie.
A Genova, nonostante l’allerta meteo arancione, la partecipazione è stata significativa e ha coinvolto anche gli studenti, che hanno accolto il corteo con un lungo applauso. Le manifestazioni, coordinate dall’USB e da altri sindacati di base, hanno voluto inviare un segnale forte di solidarietà al popolo palestinese e chiedere la cessazione delle ostilità nella Striscia di Gaza.






