Milano, 8 gennaio 2026 – La controversa vicenda giudiziaria nota come Lodo Mondadori ha ricevuto un nuovo capitolo con la recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) di Strasburgo, che ha respinto i ricorsi presentati da Fininvest e da Silvio Berlusconi. La Corte ha confermato l’equità dei processi civili italiani che, nel corso di oltre un decennio, hanno portato alla condanna del gruppo di Berlusconi a un risarcimento record di 560 milioni di euro a favore di Carlo De Benedetti.
La sentenza della Corte di Strasburgo sul Lodo Mondadori
Il contenzioso ruota attorno alla decisione civile che, tra il 2009 e il 2013, ha condannato la holding Fininvest, allora presieduta da Berlusconi, a risarcire la Cir, società di De Benedetti, per i danni causati dalla corruzione giudiziaria che nel 1991 aveva inquinato il processo relativo al controllo della Mondadori, la principale casa editrice italiana. La Corte d’Appello civile di Roma, con sentenza del 24 gennaio 1991, aveva annullato il cosiddetto lodo arbitrale, una decisione originariamente favorevole a De Benedetti e adottata nel 1988 da un collegio arbitrale.
Questo annullamento aveva consentito a Berlusconi di negoziare una transazione che portò alla spartizione dei beni editoriali tra Fininvest e Cir, ma le successive inchieste giudiziarie hanno rivelato che quell’annullamento era stato ottenuto tramite la corruzione del giudice Vittorio Metta da parte dell’avvocato Cesare Previti, legale di Berlusconi. I processi penali tra il 1996 e il 2007 hanno confermato la corruzione, con sentenze definitive che hanno condannato Metta e Previti.
La sentenza della Cedu ha rigettato il reclamo di Berlusconi, secondo cui i giudizi civili avrebbero violato il suo diritto a un processo equo, soprattutto perché si basavano su fatti per i quali era intervenuta la prescrizione penale. La Corte europea ha stabilito che le sentenze italiane non attribuiscono responsabilità penali a Berlusconi e non violano la presunzione di innocenza, accogliendo solo in parte il ricorso di Fininvest sul tema delle spese processuali, ritenute eccessive e non adeguatamente motivate.
Silvio Berlusconi e il ruolo nella vicenda
Silvio Berlusconi (Milano, 1936–2023), imprenditore e politico di rilievo, fondatore del gruppo Fininvest e di Forza Italia, è stato coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari durante la sua lunga carriera. Berlusconi è stato presidente del Consiglio in quattro distinti mandati e figura centrale nella politica italiana dalla metà degli anni ’90 fino ai primi anni 2010. La sua influenza ha segnato profondamente la cultura politica e mediatica del Paese, pur essendo oggetto di dure critiche e accuse di conflitto di interessi.
Nel caso del Lodo Mondadori, Berlusconi non è stato mai condannato penalmente, a causa di una particolare situazione normativa che ha portato alla prescrizione del reato contestato. L’unica sua responsabilità civile è stata sancita nel risarcimento a De Benedetti, ritenuto dalla Corte italiana conseguenza logica delle condanne penali a carico dei suoi legali per corruzione.
Berlusconi, scomparso nel giugno 2023, lascia un’eredità complessa, fatta di successi imprenditoriali e politici, ma anche di numerose controversie giudiziarie. Oggi il nome di Berlusconi è legato anche a iniziative editoriali postume, come la nascita della Silvio Berlusconi Editore, casa editrice fondata nel 2024 all’interno del Gruppo Mondadori, presieduto da Marina Berlusconi, sua figlia. Questa nuova realtà editoriale si propone di promuovere il pensiero liberale e democratico, senza schieramenti politici, e ha già avviato la pubblicazione di saggi di rilievo internazionale.

Carlo De Benedetti e la sua posizione nel contenzioso
Carlo De Benedetti, nato a Torino nel 1934, è un imprenditore e dirigente d’azienda di grande rilievo nel panorama industriale e mediatico italiano. Laureato in ingegneria elettrotecnica, è noto come “l’ingegnere” e ha guidato importanti gruppi industriali e editoriali, tra cui la CIR, holding che controlla l’Espresso e La Repubblica. La sua carriera è segnata da ruoli di primo piano nell’industria, nella finanza e nell’editoria, con una forte impronta innovativa e un’apertura a temi sociali e politici.
La controversia con Berlusconi sulla Mondadori è stata una delle più note vicende giudiziarie di De Benedetti, che ha visto la sua posizione vittoriosa in sede civile con l’assegnazione di un risarcimento storico di 560 milioni di euro. Negli ultimi anni, De Benedetti ha mantenuto un ruolo attivo nel mondo editoriale, spesso in conflitto con i propri figli per il controllo del gruppo Gedi, che detiene importanti testate giornalistiche.
Nel 2019, De Benedetti ha formulato un’offerta pubblica per rilanciare il gruppo editoriale, scatenando un acceso confronto con i figli, che ne hanno criticato la strategia e la gestione. Il mercato ha reagito con un aumento della quotazione delle azioni Gedi, evidenziando l’interesse e la complessità della situazione.
I risvolti giudiziari e le implicazioni per la giustizia italiana
La decisione della Corte di Strasburgo rappresenta una conferma importante per il sistema giudiziario italiano, riconosciuto come equo nel trattamento della lunga vicenda Mondadori, nonostante alcune criticità relative alle spese processuali. La sentenza sottolinea la distinzione tra responsabilità penale e civile, evidenziando come Berlusconi non sia stato ritenuto penalmente responsabile, ma Fininvest sia stata condannata al risarcimento in ambito civile.
Questa pronuncia chiude, almeno per ora, uno dei capitoli più complessi della storia giudiziaria italiana recente, che ha visto coinvolti imprenditori di primo piano, magistrati e avvocati. Il caso ha inoltre evidenziato la delicatezza delle relazioni tra politica, impresa e giustizia, temi ancora oggi al centro del dibattito pubblico.
Nonostante la sentenza, il gruppo Fininvest potrà chiedere il rinvio del caso alla Grande Camera della Corte europea entro i prossimi tre mesi, lasciando aperta la possibilità di ulteriori sviluppi. Intanto, l’attenzione si concentra sulle nuove sfide editoriali e imprenditoriali legate all’eredità di Berlusconi e alle strategie di rilancio del gruppo De Benedetti, protagonisti di un confronto che prosegue anche fuori dalle aule giudiziarie.






