Roma, 24 febbraio 2026 – Un’accelerazione improvvisa nella cooperazione giudiziaria rafforzata tra Italia e Svizzera per fare luce sulla strage di Crans-Montana scuote gli ambienti giudiziari. La tragedia ha causato la morte di 41 persone, tra cui sei italiani, e ora la collaborazione tra i due Paesi si intensifica per velocizzare le indagini.
Strage di Crans-Montana, nuovo incontro in Svizzera e disponibilità per la condivisione degli atti
Ieri la Procuratrice generale del Cantone Vallese, Beatrice Piloud, ha comunicato formalmente alla Procura di Roma la sua disponibilità ad un nuovo incontro in Svizzera. La procuratrice ha messo a disposizione dei magistrati italiani tutta l’attività istruttoria finora svolta sulla vicenda. Questo segna un deciso cambio di passo rispetto all’esecuzione della rogatoria inviata nelle prime settimane di gennaio.
Nei primi giorni di marzo, gli inquirenti italiani, sotto il coordinamento del procuratore Francesco Lo Voi, si recheranno a Sion per selezionare gli atti di indagine ritenuti utili per il procedimento in corso a piazzale Clodio. L’indagine italiana ipotizza i reati di disastro colposo e omicidio colposo.
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