Aosta, 8 aprile 2026 – La Corte d’Assise di Aosta ha condannato a 25 anni di carcere Sohaib Teima, il giovane di Fermo accusato del femminicidio della sua ex fidanzata, Auriane Laisne, 22enne francese trovata morta il 5 aprile 2024 nella chiesetta abbandonata di Equilivaz, sopra La Salle, in Valle d’Aosta. La sentenza è stata emessa dopo un processo che ha visto il pubblico ministero Manlio D’Ambrosi richiedere l’ergastolo per l’imputato, ritenuto capace di intendere e volere secondo la perizia psichiatrica disposta durante l’istruttoria.
La morte di Auriane Laisne
Auriane Laisne è stata vittima di un femminicidio consumato con tre colpi di arma da taglio al collo e all’addome, che le hanno provocato una morte per dissanguamento. La giovane era stata stordita con benzodiazepine somministrate dal fidanzato, che aveva organizzato il viaggio in Valle d’Aosta con l’intento di ucciderla in un luogo isolato, come ricostruito dall’accusa. Il pubblico ministero D’Ambrosi ha sottolineato la gravità del comportamento di Teima, definendolo privo di pietà e intenzionato a occultare le prove. Durante il processo, la famiglia di Auriane si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Jacques Fosson, che ha richiesto un risarcimento danni.
Testimonianze e sviluppi in aula
Nel corso delle udienze sono emersi dettagli sul rapporto definito “tossico” tra i due giovani, con testimonianze che hanno raccontato litigi frequenti e episodi di maltrattamenti denunciati da Auriane. La madre di Teima ha riferito di aver parlato con il figlio mentre si trovava in Valle d’Aosta, sebbene lui affermasse di essere a Grenoble, città francese dove risiedeva. Un cugino dell’imputato ha inoltre testimoniato di aver assistito a conflitti tra i due e di aver cercato di pacificare la situazione nelle settimane precedenti l’omicidio. La difesa ha continuato a sostenere l’innocenza di Teima.






