Roma, 7 gennaio 2026 – Come ogni anno, in occasione dell’anniversario della strage di Acca Larentia, si è tenuta la commemorazione nel quartiere Tuscolano, teatro dei tragici eventi del 7 gennaio 1978. In ricordo di Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni, tutti militanti del Fronte della Gioventù, numerosi esponenti dell’estrema destra si sono radunati per il rituale del “presente”, scandito in memoria delle vittime, accompagnato dal controverso saluto romano, gesto che ha nuovamente acceso un acceso dibattito pubblico e istituzionale.
La commemorazione e il rito del “Presente”

Circa 1.300 militanti di formazioni come CasaPound e di altre sigle neofasciste, insieme a delegazioni straniere provenienti da Ungheria e Francia, si sono ritrovati in via Acca Larentia per il 48° anniversario della strage. La manifestazione è stata caratterizzata dallo scandire dei nomi dei tre giovani assassinati, a cui seguiva il grido “presente” ripetuto tre volte, accompagnato dal saluto romano. A officiare il rito è stato anche quest’anno il leader di CasaPound, Gianluca Iannone.
La commemorazione si è svolta sotto stretto controllo delle forze dell’ordine, con transenne a delimitare l’area e per prevenire scontri con la manifestazione antifascista prevista nelle vicinanze. Il vicepresidente della Camera e deputato di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli ha partecipato alla cerimonia mattutina ad Acca Larentia, occasione in cui un contestatore è stato allontanato dalle forze dell’ordine dopo aver gridato slogan a favore della Costituzione e della Resistenza.
Indagini per apologia del fascismo e polemiche politiche
Le immagini e i video della manifestazione sono attualmente al vaglio della Digos e dei carabinieri, che hanno avviato un’indagine per il reato di apologia del fascismo, come previsto dalle leggi Scelba e Mancino. L’attenzione si concentra sulle modalità della commemorazione e sul significato politico del saluto romano in questo contesto. Le autorità giudiziarie, coordinate dal procuratore Francesco Lo Voi, valuteranno eventuali responsabilità penali.
La manifestazione ha suscitato una forte reazione politica. Il Partito Democratico ha condannato duramente il “macabro rito fascista” e ha chiesto un rapido intervento per identificare gli autori del saluto romano, definendo la scena “una vergogna infinita” e un’offesa per la memoria della Liberazione. Anche Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra ha criticato la tolleranza dimostrata dal governo Meloni, mentre Angelo Bonelli di Europa Verde ha definito inammissibili i richiami al fascismo.
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, presente sul luogo per un omaggio, ha sottolineato l’importanza del ricordo come “dovere civile” e ha ribadito la necessità di “una vera pacificazione storica”. Tuttavia, Rocca ha definito “provocatoria” la rimozione della targa dedicata a Stefano Recchioni da parte del Comune di Roma, rimarcando una spaccatura istituzionale che ha impedito una commemorazione congiunta tra Regione e Campidoglio.
La strage di Acca Larentia, avvenuta nel 1978 e rivendicata dai Nuclei Armati per il Contropotere Territoriale, resta un episodio simbolo degli anni di piombo e della violenza politica in Italia. Le commemorazioni di questi anni sono spesso accompagnate da tensioni e polemiche, riflettendo ancora oggi la complessità e la divisione sul ricordo di quegli eventi.





