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Città 30 in Italia: da Bologna a Roma, tutte le zone interessate

Dal 15 gennaio la Capitale abbassa il limite di velocità nel centro storico, la città 30 diventa realtà. Ecco le altre zone dove è presente

by Marco Andreoli
13 Gennaio 2026

Roma, 13 gennaio 2026 – È ormai imminente il lancio definitivo della Città 30 nella Capitale, un ambizioso progetto che prevede l’abbassamento generalizzato del limite di velocità da 50 a 30 chilometri orari in un’ampia area urbana, corrispondente alla Ztl del centro storico. L’installazione completa della segnaletica ai varchi è in fase conclusiva, con il via ufficiale previsto per il 15 gennaio. Questo intervento si inserisce nelle strategie nazionali per la sicurezza stradale e la tutela degli utenti più vulnerabili.

L’importanza del limite a 30 km/h per la sicurezza urbana

Secondo il Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030, la gestione rigorosa della velocità rappresenta uno dei cardini fondamentali per ridurre gli incidenti nelle città italiane. L’adozione del limite di 30 km/h sulle strade urbane è considerata essenziale per salvaguardare pedoni, ciclisti, bambini e anziani, categorie particolarmente esposte al rischio. Il nuovo standard si propone quindi non solo di migliorare la sicurezza ma anche di incentivare modalità di spostamento più sostenibili e rispettose dell’ambiente.

Roma introduce il limite di 30 km/h nelle Ztl per sicurezza e sostenibilità urbana

Il modello Bologna e i dati aggiornati

Bologna, che ha anticipato la sperimentazione della Città 30 a partire dal 16 gennaio 2024, ha recentemente aggiornato i propri dati relativi al primo semestre 2025, confermando risultati molto positivi. Gli incidenti stradali si sono ridotti di oltre il 15%, mentre i decessi sono calati del 33,3% rispetto ai livelli precedenti all’introduzione del limite. I feriti diminuiscono di circa il 5%, con un calo significativo anche degli incidenti gravi, classificati come “codice rosso” dal servizio 118, che sono scesi del 21%. Parallelamente, si registrano incrementi nell’uso della bicicletta (+19%) e del bike sharing (+119%), insieme a una riduzione del traffico veicolare (-8%) e dell’inquinamento atmosferico legato al traffico (-30%).

Città30: diffusione e casi italiani ed europei

Oltre a Bologna, altre città italiane hanno adottato il limite a 30 km/h su vaste porzioni del territorio: Cesena è stata pioniera già nel 1998, mentre Olbia ha introdotto la misura nel 2021. Parma ha esteso questa soluzione nel 2023, con ulteriori interventi in corso. Anche Torino, Lecce e Milano hanno esteso progressivamente il limite a 30 km/h, specie nelle aree centrali e nelle zone periferiche.

Sul piano europeo, la strategia di riduzione della velocità nelle città è consolidata da decenni. Graz, in Austria, è stata la prima a introdurla nel 1992, registrando una diminuzione del 25% degli incidenti mortali in due anni. Londra ha adottato la misura nel 2020, seguita da Edimburgo e dal Galles, mentre la Spagna ha aggiornato il Codice della Strada nel 2021 per includere il limite nei centri urbani, con ulteriori restrizioni sulle strade a doppio senso. Nel 2023 Amsterdam ha esteso il limite a 30 km/h all’80% delle sue strade urbane, consolidando un modello di mobilità più sicuro e sostenibile.

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