Milano, 15 gennaio 2026 – Dopo un biennio segnato da indagini e un processo che hanno messo a dura prova la sua immagine pubblica, Chiara Ferragni torna a parlare della conclusione di questa delicata fase giudiziaria. L’imprenditrice digitale, nota in tutto il mondo per il suo brand e la sua presenza social, ha espresso il sollievo nel potersi finalmente definire libera e pronta a voltare pagina.
Chiara Ferragni: il percorso tra indagini e processo
La vicenda giudiziaria che ha coinvolto Chiara Ferragni ha rappresentato un momento di grande tensione e difficoltà, come la stessa influencer ha dichiarato:
“È stata molto dura; io ero certa della mia innocenza e di non aver truffato nessuno. L’anno scorso speravo di essere archiviata e così non è stato. Meno male che il rito abbreviato ha reso le cose più veloci. Oggi posso dire che un incubo è finito e mi riprendo la mia vita”.
Queste parole rappresentano il simbolo di una battaglia legale conclusa, che ha visto la Ferragni affrontare con determinazione accuse che ne hanno messo in discussione la reputazione.
L’utilizzo del rito abbreviato ha infatti permesso di accelerare i tempi processuali, evitando un iter giudiziario più lungo e complesso. Il procedimento si è così chiuso con un esito favorevole, consentendo a Chiara Ferragni di tornare a dedicarsi alle sue attività imprenditoriali e personali.

Il dramma dei due anni di accuse
Chiara Ferragni rompe il silenzio sulla vicenda giudiziaria nota come “Pandoro-Gate“, che ha coinvolto la sua immagine e alcune iniziative benefiche. L’imprenditrice digitale, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha raccontato il profondo impatto personale di questa esperienza e il sollievo provato al momento del suo proscioglimento.
“Appena ho sentito ‘articolo 531’ ho abbracciato Giuseppe (Iannaccone, ndr), mi sono messa a piangere, singhiozzavo. Sembrava una scena da film“
Ha dichiarato Ferragni, descrivendo il momento in cui è stata ufficialmente prosciolta dalle accuse di truffa relative all’operazione promozionale del pandoro Balocco, legata a una raccolta fondi per l’ospedale infantile Regina Margherita di Torino.
L’influencer ha raccontato di un periodo difficile, segnato da una serie di eventi negativi:
“Sono stati due anni in cui tutte le cose che potevano andare male sono andate male, ma ho sempre pensato che ci doveva essere per forza un bel finale perché non c’era nessun elemento per parlare di una truffa“.
Ferragni ha ammesso di aver agito in buona fede, sottolineando come l’iniziativa fosse nata con l’obiettivo di donare un macchinario a un ospedale e non per ottenere guadagni personali. “Sì, sono stata molto ingenua. Mi sono comunque presa tutte le responsabilità“.
Chiara Ferragni, la lezione personale e la nuova consapevolezza
L’imprenditrice ha rivelato anche il senso di abbandono provato in questo periodo: “Quando vinci tutti vogliono salire sul tuo carro, quando hai bisogno tante persone spariscono“. Questi due anni l’hanno costretta a un intenso lavoro su se stessa, imparando a tutelare la sua persona e a mantenere la fiducia nella verità.
“Io sono un’eterna positiva, cerco sempre di vedere il bello. Adesso pian piano comincerò a parlare e racconterò senza rabbia cosa sono stati questi due anni”.
Chiara Ferragni ha infine descritto il suo rapporto con il pm Fusco, con cui ha stretto la mano in aula, segno di un percorso che l’ha resa “più consapevole, più attenta e voglio essere più vera“. L’avvocato Giuseppe Iannaccone, suo difensore e Presidente dello Studio legale che ha seguito la vicenda, ha confermato la correttezza del percorso giudiziario e la solidità delle tesi difensive.
Il caso, che aveva suscitato un acceso dibattito pubblico e l’attenzione delle autorità, si chiude quindi con il riconoscimento dell’innocenza di Chiara Ferragni rispetto alle accuse di truffa, segnando una tappa importante nella vita professionale e personale della nota imprenditrice digitale.
Aggiornamenti sul profilo imprenditoriale e personale
Nata a Cremona nel 1987, Chiara Ferragni è una delle imprenditrici digitali italiane più influenti a livello globale. Proprietaria della holding Sisterhood Srl, che controlla TBS Crew Srl e detiene quote in Fenice Srl, ha costruito un impero che unisce moda, comunicazione e innovazione digitale. Nel corso degli ultimi anni, ha consolidato la sua presenza anche nel campo del design di gioielli e della collaborazione con grandi marchi come Nespresso.
Nonostante alcune difficoltà aziendali registrate negli ultimi anni, con un calo significativo dei ricavi della Fenice Srl, Chiara Ferragni ha dimostrato una forte capacità di resilienza. Nel 2025 ha reinvestito personalmente 6,4 milioni di euro per rafforzare il capitale di Fenice Srl, diventando azionista di maggioranza con il 99,8% delle quote. Questa operazione testimonia il suo impegno nel rilancio del brand personale, nonostante le recenti sfide economiche e organizzative.
Sul piano personale, la vita sentimentale di Chiara Ferragni ha subito importanti cambiamenti. Dopo la separazione e il successivo divorzio dal rapper Fedez, con cui ha condiviso molti anni di vita e due figli, dal 2024 ha intrapreso una relazione con l’imprenditore Giovanni Tronchetti Provera, ufficializzata nell’estate del 2025. La coppia rappresenta oggi un importante esempio di nuove dinamiche nell’alta società italiana.

Il contesto legale e le novità nel sistema processuale
Il periodo di indagine e processo che ha coinvolto Chiara Ferragni si inserisce in un contesto più ampio di evoluzione del sistema giudiziario italiano, che negli ultimi anni ha visto un progressivo passaggio al processo penale telematico. Dal 1° gennaio 2026, infatti, sono entrate in vigore nuove disposizioni normative, come il Decreto Ministeriale 206 del 30 dicembre 2025, che modifica e aggiorna i termini e le modalità di deposito degli atti nel processo penale telematico.
Tra le novità più rilevanti vi è la possibilità di depositare atti relativi alle intercettazioni con modalità non telematiche fino al 30 giugno 2026, e una deroga per alcuni procedimenti specifici fino al 31 marzo 2026. Questo approccio graduale mira a garantire un’efficace transizione verso un sistema completamente digitale, riducendo il rischio di blocchi e disfunzioni, e offrendo maggiore supporto agli operatori giudiziari e legali.
La riforma si inserisce in un quadro normativo complesso, dove il processo è concepito come un rapporto giuridico dinamico tra parti e giudice, regolato da principi quali il dispositivo e l’inquisitorio, con l’obiettivo di assicurare tutela e giustizia nel rispetto delle norme processuali.






