Catania, 13 gennaio 2026 – Nelle ultime settimane ha fatto parecchio discutere un video girato a Catania nel quale un bambino di undici anni veniva picchiato dal padre con un cucchiaio di legno. Di recente ci sono stati degli importanti sviluppi legali nella vicenda: le autorità giudiziarie hanno adottato misure cautelari e procedurali per tutelare il minore coinvolto e le sue sorelle.
Divieto di avvicinamento per i genitori e sospensione della responsabilità genitoriale
Gli agenti della Squadra mobile di Catania hanno eseguito il divieto di avvicinamento nei confronti dei genitori dell’undicenne, entrambi indagati per maltrattamenti aggravati in concorso. Il video dell’aggressione, in cui il padre colpiva il figlio con un cucchiaio di legno mentre gli urlava “io sono il tuo padrone”, è stato pubblicato il 3 gennaio scorso su TikTok, utilizzando il profilo di un familiare, diventando immediatamente virale.
Il Tribunale per i minorenni di Catania, accogliendo le richieste della procuratrice Carla Santocono, ha disposto l’avvio di un procedimento per la decadenza dalla responsabilità genitoriale di entrambi i genitori. Nel frattempo, i quattro figli sono stati collocati presso i nonni materni, ai quali è affidata la funzione genitoriale temporanea sotto la supervisione di un’equipe multidisciplinare. Il giudice ha inoltre vietato ai genitori di avvicinarsi ai minori, stabilendo che gli incontri con la madre debbano avvenire in spazi protetti.
Indagini e monitoraggio sociale
Dalle indagini è emerso un quadro di maltrattamenti sistematici che includevano violenze fisiche e psicologiche: oltre ai colpi con il cucchiaio di legno, il padre avrebbe umiliato ripetutamente il figlio con espressioni offensive e, per atti ritenute banali, lo avrebbe addirittura rinchiuso in uno sgabuzzino. Anche le altre tre figlie, di 8, 7 e 4 anni, sarebbero state vittime di rimproveri e schiaffi.
Il Tribunale ha nominato una tutrice per i minori e ha disposto la vigilanza da parte dei servizi sociali, con accessi a sorpresa per verificare il rispetto delle prescrizioni, e delle forze dell’ordine per garantire il rispetto del divieto di avvicinamento.
L’undicenne era già noto alle autorità, dopo un episodio del giugno 2025 in cui era stato trovato dalla polizia mentre cercava di raggiungere la madre e le sorelle in un centro commerciale. La Procura per i minorenni aveva già incaricato i servizi sociali di monitorare la famiglia, ma le indagini erano state interrotte a causa di disfunzioni nei servizi.
Il caso ha avuto un’accelerazione decisiva con la diffusione del video su TikTok, che ha portato a un intervento giudiziario più incisivo, con l’adozione di misure volte a garantire la sicurezza e la tutela dei bambini coinvolti.






