“Oggi ha discusso la difesa, l’ultimo difensore, e ha reso dichiarazioni spontanee il signor Dmitry Chirakadze. La difesa si è puntata soprattutto sulla assenza di elementi di riscontro. C’è un solo dichiarante che indica Dmitry Chirakadze, seppur marginalmente coinvolto questa vicenda, però si tratta di dichiarazioni precedute da un memoriale in cui Dmitry Chirakadze è descritto come biondo con gli occhi azzurri, quindi c’è un’incongruenza di fondo che destituisce di credibilità al chiamante”, così l’avvocata Tatiana Della Marra, una dei legali di Dmitry Chirakadze, condannato a 3 anni e due mesi in primo grado con l’accusa di aver organizzato la fuga dai domiciliari a Basiglio dell’imprenditore russo Artem Uss, al termine dell’udienza del processo d’appello davanti alla quarta sezione penale di Milano. “Succede quello che il ministro Nordio aveva assicurato alle autorità americane, che dopo la concessione degli arresti domiciliari ad Artem Uss avevano mandato delle lettere di protesta ufficiali. È successo proprio quello che non doveva succedere, cioè l’evasione che ha impedito all’Italia la consegna di Artem Uss. Da qui il procedimento per procurata evasione e da qui la necessità di presentare all’opinione pubblica, italiana e internazionale, questa procurata evasione non come un semplice allontanamento, come in realtà è stato dall’abitazione, ma come una esfiltrazione. Questo termine che richiama le spy story che è utilizzato sia nell’imputazione in questo procedimento, quindi un termine assolutamente estraneo alla disciplina penalistica, viene utilizzato proprio per indicare che ci sarebbero in questa vicenda degli altolocati mandanti russi e tra questi altolocati mandanti russi l’accusa si è in qualche modo concentrata su un soggetto che faceva tutt’altro”, ha aggiunto la legale. “Abbiamo posto in evidenza oggi, in udienza, come questa sia una vicenda che ha in qualche modo compromesso in maniera incisiva i diritti della difesa. Sono degli argomenti che sicuramente la difesa ha intenzione di proporre alla Corte europea”, ha infine annunciato Della Marra. La sentenza è fissata al prossimo 26 febbraio.






