Trieste, 20 gennaio 2026 – La Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) Manila Salvà del Tribunale di Trieste ha disposto l’archiviazione del procedimento per diffamazione a carico di Sebastiano Visintin, unico indagato per l’omicidio della moglie Liliana Resinovich. La decisione riguarda due dichiarazioni rilasciate da Visintin nel gennaio 2025 durante due trasmissioni televisive, con riferimenti agli ex vicini di casa, Salvatore Nasti e Gabriella Micheli, che avevano sporto querela.
Visintin, archiviazione per diffamazione: le motivazioni del Gip
Il pubblico ministero Andrea La Ganga aveva chiesto l’archiviazione del procedimento, richiesta accolta dalla Gip Salvà. Le dichiarazioni oggetto della querela erano state rese da Visintin il 17 e il 20 gennaio 2025 in programmi televisivi diversi. Nel primo caso, l’indagato si era chiesto come mai Nasti e Micheli fossero in compagnia dell’amico di Liliana, Claudio Sterpin, nei pressi del luogo in cui fu ritrovato il corpo della donna il 5 gennaio 2022. La giudice ha qualificato queste affermazioni come “espressioni puramente dubitative, interlocutorie e soprattutto di stupore“ e ha sottolineato che Visintin non aveva mosso accuse dirette contro i querelanti.
In merito alle dichiarazioni del 20 gennaio, nelle quali Visintin ipotizzava che il fatto che i due sapessero dei soldi nascosti in casa potesse significare che avevano “guardato la casa“, la Gip ha ritenuto che si trattasse di “mere constatazioni prive di intento diffamatorio o di accusa“.

Il secondo procedimento e le reazioni della difesa
Un altro procedimento per diffamazione a carico di Visintin, sempre riguardante Nasti e Micheli, è ancora in corso, con la prossima udienza fissata per l’8 maggio 2026. Gli ex vicini, difesi dall’avvocato Francesco Mazza, contestano le dichiarazioni di Visintin e sostengono che Nasti e Micheli si trovassero nel luogo indicato non la sera del 4 gennaio 2022, ma la mattina del 3 gennaio.
L’avvocato Mazza ha criticato la decisione di archiviazione definendola “incomprensibile“ e in contrasto con un orientamento giurisprudenziale consolidato che considera diffamatorie anche le affermazioni dubitative, specie nella forma di insinuazioni come quelle di Visintin.
Nel frattempo, Visintin continua a dichiararsi estraneo alla morte della moglie e attende sviluppi sul ricorso alla Cassazione per una terza perizia medico-legale sul corpo di Liliana Resinovich.





