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Caso Equalize, chiesto processo per Pazzali. Chiusa inchiesta su fratello Tortu, Del Vecchio jr e altri

La Procura di Milano indaga su 81 persone per accesso abusivo a banche dati e dossieraggio illegale tramite Equalize. Coinvolti manager, banchieri e ufficiali GdF

by Giacomo Camelia
9 Aprile 2026
Enrico Pazzali

ANSA/MATTEO CORNER

Milano, 9 aprile 2026 – Si è conclusa la seconda tranche dell’inchiesta Equalize, che ha coinvolto numerosi personaggi di spicco tra cui il fratello del velocista Filippo Tortu, Leonardo Maria Del Vecchio, figlio del fondatore di Luxottica, e l’ex presidente della Fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali. A firmare la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex manager di Equalize sono stati i pm della Procura di Milano, guidata dal procuratore Marcello Viola, in un procedimento che riguarda un presunto sodalizio dedito a dossieraggi e spionaggi illegali.

Il secondo filone dell’inchiesta: 81 indagati e nuove accuse

Nella nota diffusa dalla Procura si chiarisce che oggi è stato notificato un maxi avviso di conclusione indagini a carico di 81 persone, tra cui figurano nomi eccellenti come Fulvio Pravadelli, ex manager di Publitalia, Stefano Speroni, capo dell’ufficio legale di Eni, e Cosimo di Gesù, generale della Guardia di Finanza. Le accuse spaziano dall’associazione per delinquere alle intercettazioni illegali, intrusioni in sistemi informatici di rilevanza pubblica, corruzione per la cessione di dati riservati e calunnia.

Il fulcro di questa seconda tranche riguarda soprattutto i clienti dell’agenzia investigativa Equalize, coinvolta in presunte attività di cyber-spionaggio e dossieraggio illecito. Il caso più noto riguarda il velocista olimpico Marcell Jacobs, vittima di intercettazioni abusive e di acquisizione illecita di dati sanitari, con al centro l’accusa di concorso in intercettazioni abusive rivolta a Giacomo Tortu, fratello di Filippo Tortu.

Nella prima fase dell’inchiesta, chiusa nel luglio 2025, era già emersa la posizione di Enrico Pazzali — ex numero uno di Equalize e presidente della Fondazione Fiera Milano — per il quale i pm hanno chiesto il processo insieme ad altre quattordici persone. La nuova chiusura delle indagini ha ampliato il quadro coinvolgendo ulteriori soggetti, tra cui anche il banchiere Matteo Arpe e suo fratello Fabio.

Enrico Pazzali e il suo ruolo nell’inchiesta

Enrico Pazzali è una figura centrale nell’inchiesta: manager di lungo corso, presidente della Fondazione Fiera Milano fino al 2025, consigliere dell’Università Bocconi e socio principale di Equalize. Nato a Milano nel 1964, Pazzali è noto per i suoi legami nel centrodestra e per la sua capacità di dialogare trasversalmente con aree politiche diverse. Nel corso della sua carriera ha guidato importanti progetti, tra cui la realizzazione dell’ospedale in Fiera Milano durante la pandemia di Covid-19, che gli valse l’Ambrogino d’Oro nel 2021.

Tuttavia, le indagini hanno messo in luce presunti dossieraggi e spionaggi illegali commissionati da Pazzali e dal gruppo Equalize, tra cui la richiesta di report illegali su personaggi pubblici come il presidente del Senato Ignazio La Russa e sua famiglia. Queste accuse hanno portato Pazzali a un autosospensione dall’incarico di presidente della Fondazione Fiera nel 2025, per poi tornare alla guida dell’ente nel giugno 2025, con l’intento di chiudere il mandato e approvare il bilancio annuale.

Recentemente, Pazzali ha dovuto affrontare un confronto con il Comitato esecutivo della Fondazione per spiegare il suo coinvolgimento nell’attività investigativa di Equalize e giustificare le sue azioni. Il suo mandato si è concluso con un bilancio annuale approvato all’unanimità, nonostante l’ombra dell’inchiesta.

La testimonianza di Alex Britti e le vittime degli spionaggi

Tra le vittime del sistema di dossieraggio di Equalize c’è anche il noto cantautore Alex Britti, che ha testimoniato agli inquirenti rivelando di essere stato oggetto di pedinamenti e controlli di polizia orchestrati dal gruppo guidato da Carmine Gallo, l’ex super poliziotto coinvolto nell’inchiesta e deceduto nel marzo 2025.

Britti ha raccontato di aver scoperto di essere spiato solo con l’emergere dell’inchiesta sui media, un evento che gli ha causato ansia e preoccupazione. Secondo le indagini, il committente di queste attività sarebbe stato Fulvio Pravadelli, all’epoca coinvolto in una separazione familiare, che avrebbe chiesto di acquisire informazioni pregiudizievoli sul cantante.

Il cantante ha dichiarato di non essersi mai accorto dei pedinamenti e di temere che il gruppo potesse creare false prove contro di lui, non avendo trovato nulla di compromettente durante il dossieraggio. Nel 2023, Britti e il suo manager sarebbero stati fermati per un controllo di polizia in Stazione Centrale a Milano, un episodio che ha definito “affettuoso” ma che rientrerebbe nel quadro delle attività di sorveglianza illegali.

La testimonianza di Britti si collega anche al caso di Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo, accusato di aver commissionato spionaggi a danno di Marcell Jacobs, ampliando così il raggio d’azione delle indagini su un sistema di dossieraggio che ha coinvolto personaggi dello sport, della politica e dello spettacolo.

La Procura di Milano prosegue nel lavoro di ricostruzione delle attività illecite attribuite a Equalize, mentre la richiesta di rinvio a giudizio per Enrico Pazzali e altri soggetti apre una nuova fase di un’inchiesta che ha già rivelato un sistema complesso di spionaggio e manipolazione di informazioni riservate.

Tags: Approfondimento

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