Milano, 4 febbraio 2026 – Proseguono le indagini della Procura di Milano sul cosiddetto caso Corona-Signorini, con l’audizione di alcuni dirigenti di Google Italia come persone informate sui fatti. Le testimonianze raccolte riguardano in particolare il caricamento e la gestione dei contenuti video su YouTube, al centro di un fascicolo aperto per concorso in diffamazione e ricettazione relativo alle chat e alle immagini diffuse da Fabrizio Corona nel suo format “Falsissimo”.
Signorini-Corona, le audizioni e il coinvolgimento di Google
Lo scorso venerdì, la Procura ha sentito diversi manager della filiale italiana e della sede europea irlandese di Google. Le indagini, coordinate dai pm Letizia Mannella e Alessandro Gobbis, sono nate dalla querela presentata da Alfonso Signorini, ex conduttore del Grande Fratello e direttore di Chi, assistito dagli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia. L’attenzione degli inquirenti si è concentrata sui meccanismi di caricamento dei video, sui controlli effettuati sui contenuti e sui ruoli all’interno della filiera di pubblicazione.
Nel frattempo, dopo la chiusura dei profili social di Fabrizio Corona su Instagram, Facebook e TikTok, la puntata più recente di “Falsissimo” è stata rimossa dalle piattaforme a seguito di diffide e denunce da parte di Mediaset e dei legali di Signorini, che hanno contestato l’uso illecito di immagini e filmati protetti da copyright. Tuttavia, nelle ultime ore, l’ultima puntata del format è nuovamente visibile sul canale YouTube di Corona.
Il contesto giudiziario e le nuove accuse
Parallelamente, la Procura di Milano sta sviluppando più filoni d’indagine: oltre alla querela per diffamazione aggravata da parte di Signorini, è aperto un procedimento per revenge porn nei confronti di Corona, nonché un’inchiesta per violenza sessuale ed estorsione che vede indagato il giornalista, denunciato dall’ex concorrente del Grande Fratello Vip Antonio Medugno. Quest’ultimo ha denunciato presunti abusi e ricatti da parte di Signorini, fatti che sono al centro di approfondimenti da parte degli inquirenti, anche tramite l’analisi del materiale sequestrato da telefoni e dispositivi digitali degli indagati.
Fabrizio Corona, che ha definito il “sistema Signorini” come un intreccio di “ricatti e favori sessuali richiesti”, ha recentemente subito un sequestro di materiale video e chat da parte della polizia, mentre continua a ripetere le accuse nei confronti del conduttore televisivo, in attesa degli sviluppi giudiziari.






