Parma, 26 gennaio 2026 – La Corte d’Assise di Parma ha ricevuto la perizia psichiatrica sul caso di Chiara Petrolini, la giovane di 22 anni accusata dell’omicidio e della sepoltura dei suoi due neonati nel giardino di casa a Vignale di Traversetolo. Le esperte nominate dal tribunale, Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, hanno concluso che l’imputata era capace di intendere e di volere al momento dei fatti e anche attualmente è ritenuta capace di stare in giudizio.
La perizia psichiatrica su Chiara Petrolini
Secondo la consulenza, non è stata rilevata alcuna patologia psichiatrica che potesse influire sulla lucidità mentale di Chiara Petrolini durante i due tragici eventi, avvenuti a distanza di poco più di un anno l’uno dall’altro, nel maggio 2023 e nell’agosto 2024. Le perite hanno comunque descritto la ragazza come una persona immaturo e fragile, che necessita di un percorso di cura e assistenza simile a quello previsto per i minori.
Chiara stessa, nel corso di un colloquio con gli psichiatri, ha espresso il desiderio di diventare insegnante di scuola elementare o asilo nido, sottolineando di non sentirsi “pazza” ma una persona “debole e sola” che ha avuto paura. Ha inoltre affermato di non aver mai creduto di aver fatto qualcosa di male.
Dalla perizia emerge “un profilo immaturo”
Secondo le psichiatre che hanno esaminato Petrolini per incarico della Corte d’assise, la giovane presenta un comportamento immaturo e infantile. Le esperte hanno osservato che il suo modo di relazionarsi e le espressioni mostrate non sono sempre adeguate al contesto, evidenziando un aspetto infantile rispetto a quanto ci si aspetterebbe in situazioni simili.
La ragazza risulta immatura anche in relazione alle tappe evolutive: le perite Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli sottolineano che tali tappe sembrano essere raggiunte solo in forma “vestigiale” e non effettivamente consolidate. L’analisi evidenzia un adattamento superficiale della giovane a ciò che presume ci si aspetti da lei, con una chiara dissonanza tra la percezione soggettiva e l’immagine che mostra all’esterno, definita “iperadattata”.
La perizia sarà discussa nell’udienza fissata per il 13 febbraio. Chiara Petrolini è accusata di duplice omicidio premeditato e di soppressione dei cadaveri dei due figli neonati.
La fragilità di Petrolini può sfociare in rabbia vendicativa
Inoltre, la perizia psicodiagnostica evidenzia come Chiara Petrolini presenti una fragilità di natura narcisistica, accompagnata da un senso di vulnerabilità e dalla percezione di essere esposta a possibili danneggiamenti da parte degli altri. Secondo lo psicologo e psicoterapeuta Mauro Di Lorenzo, questa condizione la porta da un lato a ritirarsi e ad adottare strategie di “evitamento” nelle relazioni, per nascondere le proprie caratteristiche autentiche.
Dall’altro, se la giovane imputata si sente profondamente ferita o svalutata, può manifestare una rabbia vendicativa che risulta sproporzionata rispetto agli stimoli ricevuti dagli altri. Le osservazioni di Di Lorenzo sono frutto di colloqui approfonditi e di test psicodiagnostici somministrati alla 22enne di Traversetolo, su incarico delle perite nominate dalla Corte d’assise di Parma. La relazione completa dell’esperto è contenuta nella perizia depositata nell’ambito del processo.





