Roma, 12 marzo 2026 – Proseguono le indagini della Procura di Roma sulle presunte torture e maltrattamenti ai danni di minori nell’Istituto Penale per i Minorenni di Casal del Marmo. L’inchiesta, avviata in seguito a ripetute denunce e all’esposto presentato dall’associazione Antigone lo scorso luglio, coinvolge dieci agenti della polizia penitenziaria, due dei quali indagati per tortura, cinque per lesioni e tre per falso ideologico. Le accuse riguardano episodi che si sarebbero verificati tra febbraio e novembre 2025 all’interno della struttura.
Indagine e provvedimenti amministrativi
Il capo del Dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità, Antonio Sangermano, ha sottolineato come l’indagine penale sia stata avviata grazie alle sue denunce, fondate su relazioni di servizio e informazioni raccolte nell’attività amministrativa. L’ispezione presso il carcere minorile è stata autorizzata dall’autorità giudiziaria, consentendo così di evitare interferenze con le attività investigative in corso.
In conseguenza ai risultati dell’ispezione e alle esigenze organizzative, sono stati adottati provvedimenti amministrativi, tra cui il trasferimento di quattro agenti penitenziari in altre sedi e la nomina di un direttore facente funzioni per l’istituto, a causa dell’assenza temporanea del titolare. Sangermano ha ribadito che tutte le operazioni sono svolte nel pieno rispetto della legge, con l’obiettivo di garantire la legalità, la tutela dei minori e il corretto funzionamento della struttura, respingendo ogni ricostruzione parziale o fuorviante.
Le denunce di Antigone e la situazione nel carcere minorile
L’associazione Antigone ha raccolto numerose testimonianze da parte dei ragazzi detenuti, denunciando un clima di violenze sistematiche. Calci, pugni, minacce di evirazione, colpi alla testa con un estintore e intimidazioni sono alcuni degli episodi raccontati dai giovani reclusi, anche alla presenza del personale medico che si è unito alla denuncia. Le modalità di violenza denunciate riflettono, secondo Antigone, un senso di impunità che caratterizzerebbe gli agenti coinvolti.
Nel rapporto sulle carceri minorili pubblicato da Antigone nel febbraio 2026, emergono dati preoccupanti: nel 2024 sono stati registrati 188 episodi di autolesionismo e 17 tentativi di suicidio nell’istituto di Casal del Marmo. Il sistema disciplinare ha inflitto 214 sanzioni, di cui 132 si riferiscono all’isolamento prolungato, la misura più severa che comporta la permanenza da soli in cella per molte ore al giorno. La coordinatrice nazionale di Antigone, Susanna Marietti, ha definito la struttura come un “carcere ad alta tensione”, lontano dalla missione educativa che dovrebbe caratterizzare ogni istituzione dedicata ai minori.
Antigone ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel processo, auspicando che anche il Ministero della Giustizia prenda una posizione netta contro ogni forma di violenza nelle carceri.
Attivismo politico e impegno per la tutela dei diritti
Dal fronte politico, i Radicali Italiani hanno dichiarato che nei prossimi giorni torneranno a visitare l’istituto di Casal del Marmo, denunciando come le violenze e le intimidazioni emerse siano figlie di una cultura che alimenta un ciclo di violenza nelle carceri minorili. Filippo Blengino, segretario dei Radicali, ha sottolineato la necessità di affrontare e contrastare con fermezza queste criticità per tutelare la dignità dei giovani detenuti.
La situazione nel carcere di Casal del Marmo si inserisce in un più ampio contesto nazionale caratterizzato da un aumento del sovraffollamento e da numerose segnalazioni di condizioni di detenzione inumane o degradanti, come evidenziato dai dati del 2024 sulle istanze accolte dai Tribunali di sorveglianza. Questi elementi sottolineano l’urgenza di interventi riformatori per garantire il rispetto dei diritti fondamentali anche nei luoghi di privazione della libertà, con particolare attenzione ai minori.






