Roma, 12 gennaio 2026 – È atterrato oggi all’aeroporto di Ciampino l’aereo che ha riportato in Italia Mario Burlò, l’imprenditore torinese detenuto per 14 mesi in Venezuela e liberato dopo un lungo periodo di detenzione definita “arbitraria” dai suoi legali. Ad accompagnarlo c’era anche il cooperante italiano Alberto Trentini, anch’egli recentemente scarcerato. All’arrivo, l’avvocato Maurizio Basile, legale di Burlò, ha commentato con emozione: “Era molto provato, è stata dura, ma ce l’abbiamo fatta”.
Il rientro in Italia e le prime dichiarazioni

All’aeroporto di Ciampino, Basile ha voluto ringraziare con particolare calore il console italiano a Caracas, Jacopo Martino, e l’intera rete diplomatica venezuelana che si è dimostrata vicina alla famiglia durante la difficile vicenda, nonché il Ministero degli Esteri. L’avvocato ha inoltre precisato che al momento Mario Burlò non dovrebbe essere convocato dalla Procura: “Abbiamo fatto una verifica assieme al collega Benedetto Marzocchi Buratti e il pm che ha il fascicolo ha fatto sapere che per il momento non intende convocarlo”. La premier Giorgia Meloni ha fatto visita all’aeroporto ma è poi ripartita senza rilasciare dichiarazioni.
Il profilo di Mario Burlò e il contesto della detenzione
Mario Burlò, 53 anni, imprenditore specializzato nel settore dell’outsourcing e alla guida di diverse aziende nel torinese, era stato arrestato il 10 novembre 2024 in Venezuela durante un viaggio da Caracas a Guasdualito. La sua detenzione è stata definita arbitraria dagli avvocati, che hanno sempre sottolineato l’assenza di accuse formali e di garanzie processuali. Burlò era stato assolto nel febbraio 2025 in Cassazione per concorso esterno in associazione mafiosa in un processo relativo alla ‘ndrangheta in Piemonte e la sua posizione è stata successivamente stralciata in un procedimento per il crac dell’Auxilium Basket.
Durante i mesi di detenzione, la famiglia non aveva potuto contattarlo se non in rare occasioni, e solo grazie all’intervento del console italiano a Caracas la situazione si è chiarita. Burlò è stato trattenuto nel carcere El Rodeo I, dove erano detenuti anche altri connazionali come Alberto Trentini. Le condizioni di salute del detenuto sono state monitorate: soffre di diabete e durante la detenzione ha seguito terapie specifiche.
L’avvocato Maurizio Basile, figura di rilievo nel panorama italiano per la sua lunga esperienza in ruoli dirigenziali e nel campo legale, ha svolto un ruolo cruciale nel coordinare la difesa e il supporto diplomatico alla famiglia Burlò. Basile, laureato in Economia e Commercio e con una carriera che spazia dalla direzione di importanti società come Aeroporti di Roma e Ferrovie dello Stato a incarichi di docenza universitaria, si è impegnato personalmente nel delicato caso.
Il rientro di Mario Burlò in Italia segna un momento importante dopo una vicenda complessa che ha visto coinvolte questioni diplomatiche e giudiziarie internazionali, con un forte impatto emotivo sulla famiglia e sulla comunità imprenditoriale piemontese.





