Roma, 5 gennaio 2026 – Continua a suscitare polemiche la vicenda che coinvolge Riccardo Pescante, vicedirettore di Rai Sport, per alcune sue dichiarazioni e manifestazioni pubbliche sui social network che hanno scatenato reazioni politiche e istituzionali. Figlio di Mario Pescante, noto dirigente sportivo e politico italiano con un lungo curriculum nel mondo dello sport e della politica, Riccardo Pescante è finito nel mirino della commissione di Vigilanza Rai, con richieste di dimissioni e di maggior rigore nei codici di comportamento dei dirigenti Rai.
Riccardo Pescante, la polemica per il post con la Fiamma Tricolore
Il 26 dicembre scorso, Riccardo Pescante ha condiviso su Facebook e Instagram un post contenente l’immagine della Fiamma Tricolore del Movimento Sociale Italiano, accompagnata dalla frase “Le radici profonde non gelano“. Questo gesto, interpretato come una dichiarazione di appartenenza politica, ha provocato una netta reazione da parte delle opposizioni, in particolare dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico.
Dario Carotenuto, deputato M5S e membro della commissione di Vigilanza Rai, ha definito “incompatibile con le linee guida del Servizio pubblico“l’uso che Pescante fa dei social media, citando anche un altro post in cui il giornalista avrebbe paragonato il segretario della CGIL Maurizio Landini al deposto dittatore venezuelano Nicolás Maduro, auspicandone la stessa sorte. Carotenuto ha annunciato un’interrogazione in Vigilanza per chiedere chiarimenti.
Dal canto loro, i parlamentari PD, guidati da Stefano Graziano, hanno chiesto le dimissioni immediate di Pescante e la convocazione urgente della Vigilanza Rai per l’adozione di un codice di autoregolamentazione per tutti i dirigenti, direttori e vicedirettori dell’azienda pubblica. La richiesta si basa sul principio che i vertici Rai non debbano rendere pubblica la loro appartenenza politica per preservare la credibilità del servizio pubblico.
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Il selfie all’obelisco di Mussolini e la contestazione del 25 aprile
A inasprire ulteriormente la polemica è stato un episodio recente che ha visto protagonista Riccardo Pescante. Il giornalista Rai si è scattato un selfie sotto l’obelisco del Foro Italico, recante la scritta “Dux“, in occasione del 25 aprile, giorno della Liberazione. L’immagine è stata accompagnata da un commento polemico nei confronti di Laura Boldrini, presidente della Camera, che aveva espresso l’intenzione di rimuovere il monumento per la sua valenza simbolica legata al fascismo.
Pescante ha rivendicato il diritto di esprimere il proprio pensiero, dichiarando: “Per me il 25 aprile non è una festa, ma rispetto chi la celebra e chi celebra la Resistenza“. L’iniziativa, promossa sui social con l’appello a un “selfie bombing” sotto l’obelisco, ha assunto una forte connotazione politica, suscitando ulteriori critiche e divisioni nell’opinione pubblica.
L’intervento di Dario Carotenuto e le richieste in Vigilanza
Oltre a denunciare i post controversi, Dario Carotenuto ha sottolineato il rischio che simili comportamenti possano compromettere l’immagine di imparzialità del servizio pubblico radiotelevisivo. Deputato eletto nel 2022 nella circoscrizione Campania 1 per il Movimento 5 Stelle, Carotenuto è segretario della XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato e membro della commissione di Vigilanza Rai. Da queste sedi ha chiesto misure più stringenti per regolamentare il comportamento dei dirigenti Rai sui social network e nelle dichiarazioni pubbliche.
Al momento, non sono arrivate risposte ufficiali da parte della Rai, che resta al centro di un acceso dibattito sulla necessità di preservare la neutralità politica e la credibilità del servizio pubblico.






