Budrio, 24 gennaio 2026 – Momenti di tensione si sono vissuti all’ITIS Giordano Bruno di Budrio, dove venerdì scorso, intorno alle 13, è stato rinvenuto un machete nello zaino di uno studente di 14 anni. La scoperta è avvenuta grazie all’occhio attento di una docente, che ha prontamente segnalato la presenza dell’arma ai carabinieri. L’intervento immediato delle forze dell’ordine ha evitato che la situazione degenerasse, ma riporta all’attenzione il tema della sicurezza nelle scuole italiane, soprattutto in un momento segnato da episodi drammatici come quello della morte di Youssef Abanoub a La Spezia, vittima di un’aggressione con arma bianca.
Il machete: un’arma dalle molteplici valenze e un segnale d’allarme a Budrio
Il machete, strumento noto per il suo uso agricolo e forestale in America Latina, Africa e Asia, è caratterizzato da una lama lunga oltre 30 cm, sottile e affilata, spesso utilizzata per tagliare canne da zucchero o pulire il sottobosco. Tuttavia, la sua natura lo rende anche un’arma da mischia temibile, impiegata in contesti di rivolta e violenza, come tristemente ricordato durante il genocidio in Ruanda o dalle milizie haitiane Tonton Macoute. Nel caso di Budrio, l’arma è stata sequestrata e lo studente denunciato per porto di oggetti atti a offendere; la sua posizione è attualmente sotto esame da parte della procura dei minori. Il giovane, al momento, non ha fornito spiegazioni sulla presenza del machete.
Contesto e riflessioni dopo la tragedia di La Spezia
L’episodio di Budrio segue di pochi giorni la tragica morte di Youssef Abanoub, giovane studente di 19 anni dell’Istituto tecnico Einaudi-Chiodo di La Spezia, accoltellato da un coetaneo. Youssef, con doppia cittadinanza italo-egiziana, era noto per il suo carattere solare, i buoni voti e l’impegno nel lavoro per aiutare la famiglia. La sua uccisione ha scosso profondamente la comunità scolastica e non solo, provocando manifestazioni di cordoglio e riflessioni sulle dinamiche di violenza tra adolescenti e sull’importanza di interventi efficaci nelle scuole per prevenire simili tragedie.
L’ITIS Giordano Bruno, nel frattempo, continua a promuovere iniziative di sensibilizzazione e supporto per studenti e famiglie, come lo sportello d’ascolto attivo nelle sedi di Budrio e Molinella. La scuola, riconosciuta anche come European Blue School per il suo impegno nell’ocean literacy, sottolinea l’importanza di un ambiente educativo sicuro e accogliente per favorire la crescita personale e culturale degli studenti.
In questo contesto, l’allarme suscitato dalla presenza del machete a scuola è un monito che invita a rafforzare le misure di prevenzione e a coinvolgere insegnanti, famiglie e istituzioni in un lavoro condiviso per garantire la sicurezza e il benessere degli studenti.
