Napoli, 20 febbraio 2026 – Il percorso terapeutico per il piccolo Domenico, il bimbo sottoposto a trapianto di cuore presso l’Ospedale Monaldi di Napoli, ha subito un significativo cambiamento volto a migliorare la qualità della sua vita. Dopo il fallimento del trapianto eseguito il 23 dicembre scorso con un organo compromesso, la famiglia ha scelto di avviare una pianificazione condivisa delle cure (PCC), un iter clinico dedicato all’alleviamento del dolore e alla gestione delle sofferenze, evitando l’accanimento terapeutico.
Bimbo trapiantato, nuovo percorso terapeutico: stop all’accanimento, non all’ECMO
Nel corso della riunione verrà illustrato il nuovo percorso terapeutico richiesto dalla famiglia, che mira ad alleviare le sofferenze del piccolo senza ricorrere all’eutanasia, ma ponendo fine all’accanimento terapeutico. Fonti ospedaliere precisano che a Domenico, che non può più essere sottoposto a un ulteriore trapianto cardiaco, non sarà staccato il supporto ECMO (ossigenazione extracorporea a membrana). Questo perché il distacco rappresenterebbe un rischio immediato di morte, con effetti drammatici nell’arco di pochi secondi.
Verranno invece eliminate le terapie che non risultano più necessarie per il suo trattamento, in modo da garantire una gestione più umana e rispettosa della qualità di vita del bambino. La decisione definisce una linea chiara nel bilanciamento tra trattamento medico e tutela della dignità del piccolo paziente.
Indagini e criticità emerse sul trapianto fallito
Il recente caso ha acceso i riflettori sulle procedure di trapianto pediatrico in Italia. L’Ospedale Monaldi è al centro di un’indagine della Procura di Napoli per lesioni colpose gravissime relative alla conservazione e al trasporto del cuore donato da Bolzano. Secondo le verifiche, l’organo è giunto danneggiato, in parte per un errore nel metodo di conservazione: il ghiaccio secco è stato utilizzato al posto del ghiaccio d’acqua, compromettendo la vitalità del tessuto.
Il consulto con un team multidisciplinare di esperti nazionali ha stabilito che Domenico non è più idoneo a un nuovo trapianto, lasciando alla famiglia la difficile decisione di orientare le cure verso il sollievo dal dolore.






