Napoli, 16 febbraio 2026 – Prosegue la complessa vicenda del bimbo di due anni e tre mesi, ricoverato in condizioni critiche al reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore eseguito lo scorso 23 dicembre. Un intervento che avrebbe dovuto salvargli la vita, ma che ha sollevato numerosi interrogativi a causa delle condizioni dell’organo trapiantato, definito “bruciato” dai medici.
Bimbo trapiantato: richiesta di documentazione medica e indagine in Procura
La famiglia del piccolo, rappresentata dagli avvocati Francesco Petruzzi e Angelo Riccio, ha presentato alla Procura di Napoli un’istanza per l’acquisizione della documentazione medica relativa al caso, al fine di valutare ulteriori pareri medici specialistici. Il fascicolo, coordinato dal procuratore aggiunto Antonio Ricci e seguito dal sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, riguarda l’ipotesi di lesioni colpose contestata a sei sanitari, tra medici e paramedici delle equipe coinvolte nell’espianto a Bolzano e nel trapianto a Napoli. La Procura ha già acquisito i documenti ma non ha disposto un sequestro formale, mentre i carabinieri del Nas hanno sequestrato anche il contenitore usato per il trasporto del cuore, oggetto di accertamenti tecnici per verificare eventuali anomalie nella conservazione dell’organo.
La madre del piccolo e il quadro clinico attuale
Oggi la madre del bimbo, Patrizia, è giunta presso l’ospedale Monaldi, accolto da numerosi giornalisti, senza rilasciare dichiarazioni. L’équipe multidisciplinare ha in programma una nuova valutazione delle condizioni cliniche del bambino, attualmente in coma farmacologico, collegato a un macchinario Ecmo che garantisce le funzioni vitali ma comporta un progressivo deterioramento degli organi a causa della scarsa ossigenazione.
Nel frattempo, il ministero della Salute ha disposto l’invio di ispettori negli ospedali coinvolti per verificare le procedure adottate, mentre la Regione Campania ha avviato analoghe verifiche sul Monaldi, in un momento di massima attenzione per il delicato caso clinico e giudiziario.






