Napoli, 17 febbraio 2026 – Proseguono con attenzione le indagini sulla delicata vicenda del bimbo di due anni trapiantato con un cuore danneggiato presso l’ospedale Monaldi di Napoli. Da oltre due mesi il piccolo è ricoverato in terapia intensiva, in condizioni definite gravi e stabili, dopo l’intervento eseguito lo scorso 23 dicembre. Nel frattempo, la procura di Napoli concentra le verifiche sulla gestione del trasporto dell’organo, in particolare sul contenitore utilizzato, ritenuto al di fuori delle linee guida. La scelta di impiegare il contenitore obsoleto, inoltre, è stata determinata dalla mancanza di formazione del personale sull’uso del dispositivo più avanzato.
Indagini sul trasporto del cuore trapiantato nel bimbo a Napoli
Le indagini della procura partenopea, coordinate dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, si focalizzano su due aspetti principali: la tipologia del contenitore utilizzato per il trasporto del cuore e l’uso del ghiaccio adoperato per mantenerlo in ipotermia.
Il contenitore, descritto come un box in plastica simile a quelli usati per tenere le bevande fresche, è ritenuto ormai anacronistico e privo di sistemi di controllo e monitoraggio della temperatura, elementi fondamentali per preservare la funzionalità dell’organo durante il trasferimento. Secondo gli inquirenti, questo contenitore è risultato “fuori dalle linee guida” vigenti per il trasporto di organi destinati al trapianto.
Ulteriori accertamenti, delegati anche al Nas, si concentrano su quanto accaduto a Bolzano, dove l’equipe medica napoletana si è recata per l’espianto del cuore. In particolare, è al vaglio l’ipotesi che al posto del ghiaccio normale sia stato fornito ghiaccio secco, che raggiunge temperature fino a -80 gradi, con il rischio concreto di aver danneggiato il tessuto cardiaco, “bruciando” l’organo. Si sospetta inoltre un rabbocco del ghiaccio nel contenitore prima della partenza verso Napoli, circostanza che dovrà essere chiarita dalle indagini.
Nelle ultime ore è stato ascoltato come persona informata dei fatti il cardiologo che seguiva il piccolo e che si è dimesso dal ruolo di responsabile del follow-up post-operatorio sei giorni dopo il trapianto. Nei prossimi giorni saranno sentite altre persone coinvolte e gli attuali sei indagati, membri delle due equipe di Napoli – quella per l’espianto e quella per il trapianto – con il possibile allargamento del numero degli indagati qualora emergano responsabilità anche a Bolzano.
Bimbo trapiantato: condizioni cliniche e maxiconsulto al Monaldi
Nel bollettino medico diffuso oggi dall’ospedale Monaldi si conferma che le condizioni cliniche del bambino non hanno subito variazioni significative: “restano stabili in un quadro di grave criticità”. Il piccolo è tuttora ricoverato in terapia intensiva, sotto stretto monitoraggio assistenziale, strumentale e con il supporto di consulenze specialistiche. Il paziente rimane in lista trapianto in attesa di una nuova valutazione.
Domani è previsto un maxiconsulto presso l’ospedale Monaldi, che vedrà la partecipazione di esperti provenienti da alcune delle più importanti strutture italiane specializzate in trapianti pediatrici. Tra i partecipanti confermati figurano rappresentanti del Bambino Gesù di Roma, dell’Azienda Ospedaliera Università di Padova, dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo e dell’ospedale Regina Margherita di Torino. Questo incontro multidisciplinare sarà fondamentale per valutare la possibilità e la fattibilità di un eventuale secondo intervento.
La consulenza preliminare richiesta al Bambino Gesù ha evidenziato un quadro clinico molto grave, definito incompatibile con un nuovo trapianto. Tuttavia, l’ospedale Monaldi ha deciso di rinviare ogni decisione definitiva, affidandosi al parere congiunto del gruppo di esperti che visiterà il bambino al letto di degenza.
La telefonata della premier Meloni e l’impegno per la giustizia
Questa mattina la premier Giorgia Meloni ha telefonato a Patrizia Mercolino, madre del piccolo paziente. Nel colloquio la presidente del Consiglio ha espresso solidarietà alla famiglia, sottolineando l’impegno del governo nel fare il possibile per trovare un cuore compatibile per il bambino e assicurando che si farà giustizia qualora emergano responsabilità nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria.
L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha riferito che Meloni ha dichiarato: “Avrete giustizia”. La madre, ringraziando la premier, ha ribadito che la sua priorità rimane trovare un nuovo cuore per il figlio e vederlo tornare a casa guarito.
Collaborazione istituzionale per fare chiarezza
Nel frattempo a Roma il ministro della Salute Orazio Schillaci e il presidente della Regione Campania Roberto Fico hanno avuto un incontro per rafforzare l’impegno e la collaborazione istituzionale al fine di fare piena luce sulla vicenda. Sono stati attivati i poteri ispettivi e conoscitivi del ministero e della Regione, con l’obiettivo di adottare i provvedimenti necessari secondo le rispettive competenze.
Il caso continua a tenere alta l’attenzione su un tema delicato e complesso, mentre la comunità medica e la famiglia del piccolo paziente attendono con apprensione gli esiti del maxiconsulto e delle indagini in corso.






