Napoli, 16 febbraio 2026 – Un bambino di due anni e quattro mesi, ricoverato da due mesi presso l’Ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore, è ancora considerato operabile secondo le ultime notizie fornite dalla famiglia. La situazione clinica del piccolo è estremamente delicata e domani è prevista una nuova valutazione da parte dell’equipe medica.
Le condizioni del bambino
La mamma del bambino ha riferito ai giornalisti di aver parlato con i medici dell’ospedale Monaldi, struttura specializzata in malattie pneumo-cardiovascolari e cardiochirurgia pediatrica, che hanno confermato la possibilità di intervenire chirurgicamente qualora fosse disponibile un nuovo organo. “Oggi mio figlio è ancora trapiantabile, non mollo e non perdo la speranza”, ha dichiarato la madre, sottolineando l’attesa per le decisioni mediche in corso.
Il legale della famiglia, Francesco Petruzzi, ha annunciato l’intenzione di richiedere un terzo parere medico internazionale, indipendentemente dall’esito della valutazione che arriverà domani dal Monaldi. “Un bambino di quell’età ha una reazione diversa rispetto a un trapianto dell’organo; per questo motivo abbiamo chiesto una third opinion a organi internazionali,” ha spiegato Petruzzi, che attende la documentazione completa prodotta dall’equipe interdisciplinare per procedere con le ulteriori consulenze.
Aspetti legali e richieste di trasparenza
In parallelo, l’avvocato penalista Angelo Riccio, che si è affiancato al collega Petruzzi nel seguire la famiglia, ha formalmente richiesto la copia integrale della documentazione clinica legata al trapianto e al decorso post-operatorio. Riccio ha evidenziato le difficoltà incontrate nel ricevere tempestivamente informazioni dall’ospedale, spesso fornite in ritardo rispetto a soggetti terzi. Ha inoltre annunciato che, qualora l’ospedale non collaborasse, si attiveranno le autorità giudiziarie per sollecitare la consegna dei documenti.
Intanto, la Procura di Napoli ha ascoltato, come persona informata sui fatti, il cardiologo responsabile del follow-up post-trapianto. Il medico si è dimesso il 29 dicembre 2025, pochi giorni dopo l’intervento fallito effettuato il 23 dicembre, quando è emerso che il cuore trapiantato non aveva funzionato a causa delle cattive condizioni dell’organo.
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