Napoli, 2 marzo 2026 – Emergono nuovi dettagli inquietanti sul tragico caso di Domenico, il bambino di due anni e quattro mesi deceduto dopo un tentativo fallito di trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli.
Il cuore di Domenico rimasto fermo per almeno 45 minuti
Le indagini della procura di Napoli, supportate da una nuova tranche di conversazioni acquisite agli atti, rivelano che Domenico è rimasto almeno 45 minuti senza cuore funzionante durante l’intervento. Le conversazioni tra gli infermieri presenti in sala operatoria confermano che il cuore destinato al trapianto, trasportato in “contenitore chiuso” giunto in sala appena prima delle 14:30, si è congelato a causa del ghiaccio secco utilizzato per il trasporto. Alle ore 15:00, un messaggio sottolinea che l’organo era “congelato” e che si stavano impiegando tre ore per rimuovere il ghiaccio.
Quattordici minuti dopo, alle 15:14, un’infermiera riferisce: “Il cuore lo abbiamo messo nell’acqua calda per scongelarlo, se riparte è un miracolo”. Le manovre chirurgiche per collegare il nuovo cuore, le cosiddette anastomosi, sono state iniziate solo 45 minuti dopo l’arrivo dell’organo danneggiato, con l’aorta già clampata. In questo frangente, il primario ha rifiutato la presenza della dottoressa Farina e del dottor Pagano, chiedendo di essere lasciato solo in sala operatoria.
Tempi e responsabilità sotto la lente della procura
Secondo le testimonianze raccolte, l’espianto del cuore di Domenico è iniziato almeno 14 minuti prima dell’arrivo del nuovo organo a Napoli, ma quest’ultimo è giunto danneggiato, apparentemente “una pietra durissima”, come riferito da infermieri. Il personale ha tentato di scongelarlo con risciacqui progressivi di acqua fredda, tiepida e infine calda. Il cardiochirurgo avrebbe riconosciuto l’inadeguatezza dell’organo, affermando che “non farà neppure un battito”.
L’uso del ghiaccio secco nel trasporto, fornito a Bolzano e ritenuto la principale causa del danneggiamento, è oggetto di indagine. Il Nas di Trento ha simulato le condizioni di conservazione in sala operatoria, mentre la procura di Napoli ha notificato sei avvisi di garanzia a medici e infermieri del Monaldi. Le ipotesi di reato sono state aggravate da lesioni colpose gravissime a omicidio colposo, con possibili ulteriori indagati.
Il legale della famiglia, avvocato Francesco Petruzzi, ha segnalato anche la mancanza della cartella anestesiologica tra i documenti ospedalieri. Nel frattempo, la famiglia di Domenico, assistita dal cardinale Mimmo Battaglia, ha avviato l’iter per la creazione di una fondazione in memoria del piccolo guerriero, per supportare altri bambini affetti da patologie cardiache.





