Napoli, 14 febbraio 2026 – Prosegue in condizioni critiche la lotta per la vita del piccolo paziente sottoposto a un trapianto di cuore all’Ospedale Monaldi di Napoli. La situazione del bambino, che ha solo due anni e quattro mesi, rimane delicata dopo il fallimento dell’intervento, reso ancora più drammatico dalla scoperta che l’organo trapiantato era stato danneggiato durante il trasporto.
Il sostegno del cardinale Domenico Battaglia e le parole della madre

Oggi, presso l’Ospedale Monaldi, il cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo metropolita di Napoli e creato cardinale nel dicembre 2024, si è recato a visitare il piccolo, pregando insieme alla madre, Patrizia Mercolino. La donna ha descritto il figlio come un “guerriero” che sta affrontando una battaglia difficile, confermando che il bambino è stabile ma la sua condizione resta molto grave.
Patrizia Mercolino ha inoltre espresso la sua speranza per un nuovo trapianto con un cuore compatibile, precisando però che preferirebbe che l’intervento fosse affidato a un altro medico, a seguito del fallimento della prima operazione. Ha raccontato di aver scoperto tramite i giornali che il cuore trapiantato era stato danneggiato da ustioni da freddo, causate dal trasporto con ghiaccio secco a una temperatura di -75 gradi, invece del normale ghiaccio a 0-4 gradi. “Nessuno mi ha detto nulla, l’ho scoperto dai giornali”, ha dichiarato con dolore e rabbia, denunciando la mancanza di trasparenza da parte dell’ospedale.
Criticità nella comunicazione e indagini in corso
Il legale della famiglia, Francesco Petruzzi, ha denunciato gravi problemi di comunicazione con l’Ospedale Monaldi, sottolineando che le informazioni sullo stato di salute del bambino vengono fornite soltanto dopo ripetute richieste formali. Questo atteggiamento ha minato la fiducia tra la famiglia e la struttura sanitaria.
La denuncia è stata presentata l’11 febbraio scorso e al momento risultano sei persone indagate nell’ambito dell’inchiesta che mira a ricostruire la catena di responsabilità riguardo al trapianto fallito. Le autorità stanno procedendo con acquisizioni documentali e raccolta di testimonianze.
Il bambino, rimasto in coma farmacologico per oltre 50 giorni e attaccato a un sistema di supporto vitale, è stato inserito al primo posto nella lista d’attesa nazionale e internazionale per un nuovo trapianto, con la speranza che un cuore compatibile arrivi al più presto per salvargli la vita. Nel frattempo, la famiglia ha richiesto il coinvolgimento dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma per un parere esterno sulla trapiantabilità e sulla gestione clinica del piccolo paziente.
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