Vasto, 20 febbraio 2026 – Un dramma ha colpito la cittadina abruzzese di Vasto lo scorso 10 agosto, quando un bambino di soli quindici mesi è deceduto dopo essere stato portato in ospedale in condizioni gravissime. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Silvia Di Nunzio, hanno fatto emergere una tragica verità: il piccolo è morto per un’intossicazione da cocaina ingerita accidentalmente.
Muore per aver ingerito cocaina: la tragedia e le indagini sul caso
Il bimbo è arrivato al pronto soccorso di Vasto in uno stato di emergenza, ma nonostante le immediate e disperate manovre di rianimazione, è deceduto quella stessa sera. La madre, una donna di trent’anni, non fornì inizialmente elementi utili a comprendere le cause del malore, che sembrava una forma acuta di intossicazione. Solo l’autopsia, affidata al medico legale Pietro Falco e richiesta dalla Procura di Vasto, ha rivelato che il piccolo aveva ingerito una quantità di cocaina sufficiente a causarne il decesso.
Le analisi hanno escluso lesioni o segni di violenza sul corpo del bambino, eliminando così l’ipotesi di morte in culla o di soffocamento da corpo estraneo. Le indagini si sono quindi concentrate sull’ambiente familiare e domestico. L’appartamento dove la madre viveva con il figlio è stato posto sotto sequestro, mentre emergono elementi che fanno pensare a un contesto sociale di disagio e degrado.
Le accuse e la posizione della madre
La donna, difesa dall’avvocato Alessandro Cerella del foro di Vasto, è indagata per omicidio colposo e per aver fornito false informazioni al pubblico ministero. A lei viene contestata l’imprudenza di aver lasciato lo stupefacente in un luogo accessibile al bambino, nonché la negligenza nella vigilanza che avrebbe impedito un tempestivo intervento sanitario.
L’avvocato Cerella ha espresso riserbo sulla vicenda, dichiarando che la sua assistita è sorpresa dalle accuse e che si riserva di chiarire tutti gli aspetti oscuri del caso nelle fasi successive dell’indagine.
Il caso rappresenta un doloroso monito sull’importanza della prevenzione e della tutela dei minori in ambienti familiari potenzialmente pericolosi, e rimane al centro dell’attenzione delle autorità locali e nazionali.






