Forlì, 4 febbraio 2026 – Una piccola di due anni e mezzo, residente a Santa Sofia, nel territorio forlivese, è stata ricoverata in condizioni critiche all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna a causa di una meningite tubercolare, un’infezione rara e grave causata dal Mycobacterium tuberculosis, il batterio responsabile della tubercolosi. La situazione ha spinto le autorità sanitarie e il Comune di Santa Sofia ad attivare immediatamente un rigoroso protocollo di sicurezza per arginare il rischio di diffusione della malattia.
La meningite tubercolare: una minaccia rara ma severa
La meningite tubercolare colpisce le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, rappresentando una delle forme più gravi di tubercolosi extrapolmonare. La patologia è dovuta all’infezione da Mycobacterium tuberculosis e richiede un trattamento tempestivo e specialistico. La piccola, trasferita a Bologna per ricevere cure più avanzate, è monitorata costantemente dal team medico, che nelle prossime ore aggiornerà sulle sue condizioni.
Profilassi e controlli nell’asilo nido di Santa Sofia
La bambina frequentava l’asilo nido del paese, un ambiente in cui si sono subito attivate le procedure sanitarie di prevenzione. Sono stati sottoposti a controlli tutti i bambini della stessa sezione, il personale educativo e i familiari stretti della piccola. Non sono stati rilevati altri casi di contagio, ma in via precauzionale è stata avviata una profilassi antibiotica per chi ha avuto contatti diretti con la bambina, in accordo con le linee guida dell’Ausl Romagna. Ulteriori accertamenti sono già programmati nelle prossime settimane per escludere la presenza di infezioni latenti.
La sindaca di Santa Sofia, Ilaria Marianini, ha sottolineato che “tutti gli accertamenti sui compagni di asilo sono risultati negativi”. Questo episodio riporta alla memoria un altro caso di tubercolosi segnalato circa sette mesi fa nella scuola elementare del paese, anch’esso gestito con tempestività e senza ulteriori contagi.
Contesto epidemiologico e prevenzione in Italia
La tubercolosi resta una malattia infettiva di rilievo globale, anche se in Italia è considerata a bassa incidenza, con circa 4000 nuovi casi all’anno. Si trasmette principalmente per via aerea, attraverso le goccioline di saliva emesse da soggetti con infezione attiva. È importante ricordare che la maggior parte delle infezioni rimane latente e asintomatica, ma può evolvere in malattia attiva soprattutto in soggetti immunodepressi, neonati o bambini piccoli, come nel caso della piccola di Santa Sofia.
La prevenzione si basa non solo su programmi di vaccinazione con il bacillo di Calmette-Guérin (BCG), efficace soprattutto nelle forme gravi infantili, ma anche su un rigoroso sistema di monitoraggio e profilassi nei contatti stretti dei casi diagnosticati. La rapida diagnosi e il trattamento antibiotico adeguato rappresentano le armi più efficaci per contenere la diffusione e limitare le complicanze della malattia.
La comunità di Santa Sofia resta ora in attesa di aggiornamenti sulle condizioni della bambina, mentre le autorità sanitarie mantengono alta l’attenzione per garantire la sicurezza di tutti.






