Milano, 16 febbraio 2026 – È ancora al centro dell’attenzione il caso riguardante il concorso internazionale per la BEIC (Biblioteca Europea di Informazione e Cultura), che vede coinvolti importanti architetti italiani tra cui Cino Zucchi e Stefano Boeri. Dopo la decisione del Gup Fabrizio Filice, che ha disposto il rinvio a giudizio per turbativa d’asta e false dichiarazioni, l’architetto Zucchi ha rilasciato una dichiarazione in cui difende con fermezza il proprio operato, ma annuncia una drastica presa di distanza dai futuri incarichi in giurie di concorsi.
L’orgoglio di Zucchi e la sua decisione di non partecipare più a giurie

“Rispetto a questa vicenda, io personalmente rifarei tutto. Mi sento totalmente orgoglioso del mio comportamento”, ha affermato Zucchi commentando la sentenza del giudice per l’udienza preliminare Fabrizio Filice. L’architetto ha sottolineato come da trent’anni sia chiamato a far parte di giurie proprio per la sua reputazione di rigore: “Mi sembra che ci siano prove molto concrete del mio totale rigore”. Tuttavia, nonostante questa fiducia nelle proprie azioni, ha aggiunto: “Non farò mai più una giuria in vita mia”.
Il ritiro da tali incarichi arriva dopo mesi di tensioni e polemiche, ma Zucchi ha dichiarato di aver vissuto questo periodo “abbastanza tranquillamente”. Ha poi spiegato che alcune conversazioni in chat, fonte di fraintendimenti, erano da intendersi in chiave ironica: “Dalla chat viene fuori il mio rifiuto netto di vedere qualsivoglia persona che partecipava al concorso. Ecco, forse sono stati equivocati dei messaggi proprio perché avevano un contenuto ironico, ma di fatto stavo scherzando sul tema perché mi sembrava inopportuno che questa persona mi cercasse in tempi di concorso”.
Il contesto giudiziario e l’attualità del procedimento
Il rinvio a giudizio è stato deciso dal Gup Fabrizio Filice, giudice del Tribunale di Milano, noto per il suo impegno in diversi ambiti della giustizia, come emerge dalle sue recenti relazioni alla Commissione Giustizia del Senato. La vicenda BEIC si inserisce in un quadro più ampio di attenzione verso la trasparenza e la correttezza nelle procedure pubbliche, temi su cui Filice si è più volte espresso, sottolineando l’importanza del rispetto delle norme e dell’integrità nelle istituzioni.
Il processo a carico di Zucchi, Boeri e altri quattro professionisti proseguirà nelle prossime fasi, mentre il dibattito sulle modalità di gestione dei concorsi pubblici e sulla responsabilità individuale continua ad animare il settore dell’architettura e della cultura italiana. La decisione di Zucchi di non tornare più a far parte di giurie rappresenta un segnale forte e testimonia le conseguenze personali e professionali di questa vicenda giudiziaria.
Fonte: Nicoletta Totaro - Caso Beic, architetto Zucchi: "Non farò mai più una giuria in concorsi in vita mia"






