Napoli, 21 febbraio 2026 – Domenico, il piccolo paziente che ha commosso l’intera Italia con la sua battaglia contro la malattia cardiaca e il trapianto con “cuore bruciato”, un organo arrivato deteriorato al Monaldi di Napoli, non ce l’ha fatta. Lo rende noto l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi. Già nelle prime ore del mattino la situazione era apparsa sempre più critica: arrivata in ospedale nelle prime ore della mattina, la mamma Patrizia era stata avvisata con una telefonata urgente che annunciava un peggioramento delle condizioni del cuore trapiantato il 23 dicembre scorso. Al Monaldi era giunto inoltre il cardinale Domenico Battaglia per impartire l’estrema unzione.
Già nella giornata di ieri i medici avevano parlato di condizioni “in rapido e progressivo peggioramento“, lasciando intendere che la situazione potesse precipitare in tempi brevi, anche con l’avvio della terapia del dolore. Il quadro clinico era stato ulteriormente compromesso da un’emorragia cerebrale che aveva provocato gravi danni al cervello. Il bambino, inoltre, non si è più risvegliato dal coma farmacologico.
Monaldi, la morte del piccolo Domenico
Il trapianto, eseguito presso l’ospedale Monaldi di Napoli, aveva subito gravi complicazioni a causa di un errore nella conservazione dell’organo, trasportato a contatto con ghiaccio secco, che ha causato un danno irreversibile al tessuto cardiaco. Nonostante gli sforzi del personale medico, la situazione è stata definita “critica” dal reparto di terapia intensiva in cardiochirurgia fin dalle prime ore. Al fianco del piccolo guerriero, oltre ai genitori Patrizia e Antonio, questa mattina era presente anche il cappellano dell’ospedale, padre Alfredo Tortorella, che offre sostegno spirituale alla famiglia.
Intorno alle 5.30 di questa mattina, 21 febbraio, il piccolo sarebbe andato in arresto cardiocircolatorio, segnando un ulteriore aggravamento del quadro clinico. Il peggioramento è avvenuto dopo l’avvio della pianificazione condivisa delle cure, concordata ieri tra la famiglia e l’azienda ospedaliera dei Colli, che prevede l’assenza di accanimento terapeutico.

Il racconto della madre al Monaldi: “Sono stata con lui fino all’ultimo“
“Mi hanno chiamata stanotte, verso le 4, dicendomi che la situazione stava peggiorando, perché la macchina, l’Ecmo che lo sosteneva, stava iniziando a rallentare. Sono rimasta fino a quando si è dovuta spegnere la macchina: ed è finita“.
Queste le parole commosse di Patrizia Mercolino, che ha vissuto ore terribili accanto a Domenico nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi. La madre ha espresso tutto il suo dolore ma anche la volontà di trasformare questa tragedia in un gesto di speranza.
La fondazione in memoria di Domenico
Patrizia Mercolino ha infatti annunciato l’intenzione di istituire una fondazione a nome di Domenico. “Lunedì andrò a firmare dal notaio – ha spiegato – per creare questa fondazione che sarà gestita dal mio avvocato. Voglio farlo perché Domenico non sia dimenticato e per aiutare altri bambini“. Un’iniziativa che vuole mantenere viva la memoria del piccolo e offrire sostegno a famiglie e bambini in situazioni di grave difficoltà.
La vicenda di Domenico ha commosso l’intera comunità e ha sollevato riflessioni sulle complessità e i rischi legati ai trapianti pediatrici e alle terapie intensive. La madre, con il suo gesto, intende lasciare un segno concreto e duraturo.
Il sostegno legale e familiare nel momento più difficile
Accanto a mamma Patrizia e papà Antonio, anche l’avvocato di fiducia della famiglia, Francesco Petruzzi, si era recato al Monaldi per seguire da vicino gli sviluppi di questa drammatica vicenda. La famiglia, unita e determinata a combattere insieme a Domenico, vive ora il grave lutto della perdita del piccolo figlio Domenico.
Il caso ha suscitato un’ampia eco mediatica e sociale, sottolineando l’importanza di un’attenta gestione degli organi trapiantati e il valore del supporto umano e professionale in situazioni così delicate. In queste ore, tutte le energie sono concentrate sulla salvaguardia della vita di Domenico, simbolo di coraggio e speranza per molti.
Il triste annuncio dell’Azienda Ospedaliera dei Colli e il cordoglio dell’Ordine dei Medici
In una nota ufficiale, l’Azienda Ospedaliera dei Colli ha reso noto che il decesso del bambino è avvenuto a causa di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche. La Direzione Strategica, insieme a tutti i professionisti sanitari, ha espresso il proprio cordoglio e si è stretta con rispetto e commossa partecipazione attorno alla famiglia colpita da questo grave lutto. La struttura, di cui fa parte l’ospedale Monaldi, ha sottolineato l’impegno costante e la dedizione del personale medico nel tentativo di salvare la vita del piccolo paziente.
L’Ordine dei Medici ha diffuso una nota in cui manifesta il proprio “profondo cordoglio per la scomparsa del piccolo paziente”. Nel comunicato si sottolinea come questa perdita rappresenti “una ferita profonda per l’intera comunità sanitaria e civile”. Viene inoltre espresso un pensiero di “vicinanza e rispetto per la sofferenza che sta attraversando la famiglia” e un sentimento di “solidale prossimità” rivolto ai medici, infermieri e a tutti i professionisti sanitari dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, impegnati quotidianamente nel prendersi cura dei pazienti.
I messaggi di vicinanza dalle autorità
“L’Italia intera si stringe nel dolore per la scomparsa del piccolo Domenico, un guerriero che non sarà dimenticato. Alla mamma Patrizia, al papà Antonio e a tutti i suoi cari rivolgo, a nome mio e del Governo, il più sincero abbraccio e il più profondo cordoglio. Sono certa che le autorità competenti faranno piena luce su questa terribile vicenda”. Una delle prime a ricordare il piccolo Domenico è la premier Giorgia Meloni su X.
L’Italia intera si stringe nel dolore per la scomparsa del piccolo Domenico, un guerriero che non sarà dimenticato.
Alla mamma Patrizia, al papà Antonio e a tutti i suoi cari rivolgo, a nome mio e del Governo, il più sincero abbraccio e il più profondo cordoglio.
Sono certa che…— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) February 21, 2026
Il presidente della Regione Campania Roberto Fico, insieme a tutta la Giunta regionale, esprime “profondo e sentito cordoglio per la scomparsa del piccolo paziente ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli. L’intera comunità dei cittadini campani si stringe con affetto ai genitori. Vi siamo vicini con commozione in questo momento di immenso dolore” dichiara il presidente Fico.
“È fortissimo il dolore nostro e di tutta la città di Napoli per la morte del piccolo Domenico. Abbiamo seguito questa drammatica vicenda col massimo rispetto. Ci stringiamo alla famiglia in un grande abbraccio e come Amministrazione siamo pronti a garantire ogni forma di sostegno“. Così il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi su X.
È fortissimo il dolore nostro e di tutta la Città di Napoli per la morte del piccolo Domenico. Abbiamo seguito questa drammatica vicenda col massimo rispetto.
Ci stringiamo alla famiglia in un grande abbraccio e come Amministrazione siamo pronti a garantire ogni forma di sostegno— Gaetano Manfredi (@GaeManfredi) February 21, 2026
Aggiornamenti sull’inchiesta e azioni giudiziarie
Il decesso del piccolo Domenico ha comportato un aggravamento della posizione degli indagati nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Napoli. Sei sanitari sono al momento iscritti nel registro degli indagati e dovranno rispondere del reato di omicidio colposo, un’accusa più grave rispetto alle lesioni colpose gravi inizialmente ipotizzate.
La Procura, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, ha disposto il sequestro della salma in vista dell’autopsia che sarà eseguita a breve. Nel corso dell’esame autoptico, il muscolo cardiaco del bambino verrà posto sotto sequestro per ulteriori accertamenti medico-legali.
Sul posto sono già attivi i carabinieri del Nas di Napoli, coordinati dal comandante Alessandro Cisternino, che stanno svolgendo le indagini all’interno dell’ospedale Monaldi. Il piccolo Domenico era stato mantenuto in vita grazie all’Ecmo, il macchinario di supporto vitale che ha consentito temporaneamente il suo sostegno fino al peggioramento irreversibile delle condizioni cliniche, che ha portato al decesso nelle prime ore di oggi.







