Milano, 4 marzo 2026 – Nuovo capitolo nella vicenda giudiziaria di Baby Gang, il noto trapper italiano di 24 anni, all’anagrafe Zaccaria Mouhib, che è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione per i reati di ricettazione e detenzione di una pistola clandestina con matricola abrasa. La sentenza è stata emessa oggi dalla Gup Chiara Valori a seguito del rito abbreviato. Il giovane, da anni figura di rilievo nel panorama musicale italiano con milioni di ascolti e una vasta fanbase, è ancora protagonista di un’inchiesta della Procura di Lecco, che ha portato anche all’arresto di altre quattro persone, tutte legate a un giro di traffico di armi e droga.
Baby Gang e l’arresto in albergo
L’arresto è avvenuto lo scorso 11 settembre in un albergo dell’hinterland milanese, dove Baby Gang si trovava dopo essersi esibito al concerto di Emis Killa. I carabinieri, nell’ambito di un’operazione più ampia coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecco e dal pm Maura Ripamonti, hanno scoperto una pistola semiautomatica con matricola abrasa nascosta in un porta tovaglioli all’interno della stanza d’albergo. Attualmente, il rapper si trova ai domiciliari con braccialetto elettronico e deve chiedere autorizzazioni specifiche per le uscite legate a eventi musicali o registrazioni.
Indagine più ampia su armi e droga
L’indagine ha avuto origine da un precedente ritrovamento di un mitragliatore AK47, di fabbricazione ex cecoslovacca, utilizzato durante le riprese di videoclip di Baby Gang e del collega Simba La Rue, anch’egli coinvolto in procedimenti giudiziari e attualmente detenuto. Nella casa di Baby Gang a Calolziocorte, in provincia di Lecco, i carabinieri hanno sequestrato altre due pistole clandestine. Le accuse estese riguardano il concorso in detenzione e porto illegale di armi da fuoco comuni e da guerra, nonché il traffico di cocaina, con un giro d’affari stimato di almeno 12mila euro al mese.
La Procura ha sottolineato la pericolosità del trapper, che manifesta nelle sue canzoni e nelle esibizioni un atteggiamento di sfida verso le autorità e utilizza armi reali nei video musicali. Nonostante fosse sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, Baby Gang ha violato più volte le prescrizioni. Nel luglio 2022 era stato condannato per una sparatoria in zona Corso Como a Milano, pena che sta scontando in affidamento ai servizi sociali.
Il legale difensore, avvocato Niccolò Vecchioni, ha già annunciato l’intenzione di presentare appello contro la sentenza odierna. Intanto, Baby Gang ha voluto inviare un messaggio chiaro: “Adesso basta, solo musica”, confermando la volontà di dedicarsi esclusivamente alla sua carriera artistica e di allontanarsi dai problemi giudiziari.






