Roma, 27 gennaio 2026 – Emergono nuovi dettagli sulla tragica vicenda che ha sconvolto Anguillara Sabazia, dove i genitori di Claudio Carlomagno, reo confesso del femminicidio della moglie Federica Torzullo, sono stati rinvenuti senza vita nella loro abitazione. L’autopsia ha chiarito che la causa del decesso è stata un’asfissia da impiccagione, confermando così il suicidio dei coniugi Maria Messenio e Pasquale Carlomagno.
Esiti dell’autopsia sui genitori di Carlomagno
I corpi di Maria e Pasquale Carlomagno sono stati trovati nel tardo pomeriggio di sabato nella villetta di Anguillara, dove si sono tolti la vita. L’esame autoptico è stato effettuato presso l’Istituto di medicina legale de La Sapienza, accompagnato da prelievi per esami tossicologici. Parallelamente, la Procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, considerando le circostanze e il contesto emotivo legato al femminicidio della nuora.
Le indagini sul caso proseguono senza sosta. Domani sono previsti nuovi sopralluoghi dei carabinieri del nucleo Investigativo di Ostia e del Ris presso la villetta di Ostia, teatro del delitto di Federica Torzullo. Particolare attenzione sarà dedicata alla scatola nera dell’autovettura di Claudio Carlomagno, che potrebbe fornire elementi utili sugli spostamenti dell’indagato nelle ore che hanno preceduto l’omicidio.
Ricerca dell’arma e approfondimenti investigativi
Gli inquirenti stanno inoltre effettuando accertamenti nell’azienda di famiglia di Carlomagno per individuare il coltello utilizzato nel femminicidio. Le ricerche dell’arma del delitto proseguono anche nei corsi d’acqua indicati da Claudio Carlomagno, con l’ausilio di metal detector e del Nucleo Subacquei dei carabinieri di Roma.
Nel frattempo, sono stati acquisiti materiali dalla casa dei genitori di Carlomagno, analizzati con attenzione dagli investigatori per ricostruire ogni dettaglio della tragedia. L’inchiesta mira anche a chiarire se altre persone abbiano avuto un ruolo nel delitto o nelle fasi successive. Sullo sfondo, la procura ha contestato all’indagato il nuovo reato di femminicidio, che prevede l’ergastolo per omicidio motivato da odio di genere o per reprimere la libertà della vittima.
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