Milano, 21 gennaio 2026 – Proseguono con urgenza presso l’Istituto di medicina legale di Milano gli esami autoptici sulle vittime italiane della tragedia di Crans-Montana, dove la notte di Capodanno un incendio devastante ha causato 41 morti e numerosi feriti. Le attività peritali, disposte dalla Procura di Roma, mirano a chiarire le cause specifiche del decesso e ad acquisire elementi fondamentali per l’indagine in corso.
Autopsie urgenti e indagini in corso

Questa mattina presso il Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano, nel centro di Medicina Legale, è stato conferito l’incarico per l’autopsia sul corpo di Riccardo Minghetti, 16enne romano e una delle sei giovani vittime italiane del rogo. La decisione nasce dalla necessità di colmare una significativa lacuna emersa dall’inchiesta svizzera: agli atti non risultano infatti autopsie effettuate sui corpi delle sei vittime italiane. Per questo motivo, la Procura di Roma ha delegato anche le procure di Genova, Milano e Bologna per procedere con le autopsie sugli altri giovani deceduti.
Il fascicolo aperto a Roma ipotizza i reati di omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni gravi colpose ma al momento è contro ignoti. Sono in corso anche richieste di rogatorie alle autorità svizzere per acquisire gli atti dell’indagine locale, in particolare quelli relativi all’iscrizione nel registro degli indagati e agli interrogatori svolti. Si attende che vengano iscritti nel registro degli indagati i proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti, attualmente sotto custodia cautelare in Svizzera.
Dettagli sul dramma e sulle responsabilità
L’incendio è stato causato dalle scintille di una fontanella pirotecnica posta su una bottiglia di champagne, che ha incendiato il rivestimento del soffitto realizzato in poliuretano altamente infiammabile. Un fenomeno noto come flashover ha fatto propagare rapidamente il fuoco, mentre la scala di fuga angusta e l’assenza di uscite di sicurezza segnalate hanno trasformato il locale in una trappola mortale per molti giovani, con 34 delle 40 vittime ritrovate accatastate sulle scale di accesso al piano terra.
Le indagini hanno evidenziato come la porta d’ingresso si aprisse verso l’interno, in violazione delle norme antincendio, e che un’uscita di sicurezza fosse stata sigillata per impedire l’accesso abusivo, aggravando la tragedia. Parallelamente, la legislazione svizzera è stata di recente modificata per aumentare le responsabilità penali dei gestori di locali pubblici, rendendo più stringenti i controlli e le verifiche sulla sicurezza antincendio.
Nel frattempo, Leonardo Bove, un altro dei giovani feriti gravemente, è stato trasportato in elicottero all’Ospedale Niguarda di Milano per le ustioni estese su oltre il 50% del corpo e danni da inalazione di fumi.
L’attività medico-legale svolta a Milano rappresenta quindi un passaggio cruciale per le indagini sulla strage di Crans-Montana, il cui esito potrà fornire elementi determinanti per l’accertamento delle responsabilità e per la tutela della giustizia nei confronti delle vittime e dei loro familiari.






