Roma, 18 febbraio 2026 – Un grave attacco informatico ha colpito il cuore del Ministero dell’Interno, con il furto dell’identità di circa cinquemila agenti della Digos, la Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali della Polizia di Stato italiana. Gli hacker, identificati come provenienti dalla Cina, hanno sottratto dati sensibili che includono nomi, incarichi e sedi operative di funzionari impegnati in attività delicate quali l’antiterrorismo, il monitoraggio delle comunità straniere e la sorveglianza dei dissidenti cinesi rifugiati in Italia.
Il furto di dati al Viminale: un dossier critico nelle mani di hacker stranieri
L’incursione informatica ha violato la rete interna del Viminale, sede storica del Ministero dell’Interno, situata sul colle Viminale a Roma, un edificio di grande importanza politica e amministrativa dal 1925. Il dossier trafugato contiene informazioni strategiche riguardanti gli agenti che operano nelle inchieste più sensibili, mettendo a rischio non solo la sicurezza degli investigatori ma anche l’efficacia delle attività di contrasto a fenomeni criminali e terroristici.
Le autorità italiane hanno avviato una complessa indagine per identificare le modalità dell’attacco e valutare eventuali danni collaterali, mentre si intensificano i controlli per rafforzare la cybersecurity delle infrastrutture governative.
L’importanza strategica della Digos nel contrasto alla minaccia
La Digos rappresenta uno degli strumenti più efficaci nella lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata, operando con profili investigativi altamente specializzati. Il furto di identità degli agenti può rappresentare un pericolo serio, poiché consente ai malintenzionati di aggirare controlli e intercettazioni, mettendo a repentaglio la sicurezza nazionale. Le sedi operative, un tempo segrete, sono ora potenzialmente esposte, aumentando i rischi per la vita degli agenti e per il buon esito delle indagini più delicate.
Il governo italiano è chiamato ora a rafforzare le difese digitali e a collaborare con partner internazionali per prevenire nuovi attacchi, monitorando attentamente le attività dei gruppi hacker stranieri, in particolare quelli con legami con Pechino.






