Roma, 26 marzo 2026 – Gianni Cenni, 52enne pizzaiolo italiano, è stato arrestato all’aeroporto di Roma-Fiumicino al suo rientro dall’Ucraina. Cenni era ricercato da tempo in Italia per una condanna definitiva a seguito di un reato di violenza sessuale aggravata. La sua vicenda si è intrecciata con il conflitto nel Donbass, dove si era arruolato nell’esercito russo, venendo catturato dalle forze ucraine a gennaio 2025.
Il ritorno in Italia e l’arresto di Gianni Cenni a Fiumicino
L’ordine di carcerazione nei confronti di Gianni Cenni, latitante dal dicembre 2022 dopo la condanna, è stato eseguito grazie alla collaborazione tra i Carabinieri del nucleo investigativo di Napoli, il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e l’Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea di Roma-Fiumicino.
Dopo essere stato catturato nel Donbass da militari ucraini, Cenni è stato ricoverato in un ospedale a Kharkiv e successivamente trasferito in una struttura per prigionieri di guerra. Il suo ruolo nelle forze armate russe è stato confermato dagli accertamenti degli inquirenti italiani, che lo hanno localizzato in Ucraina nel 2025, dopo che si era nascosto prima in Finlandia e poi in Spagna, dove aveva rilevato una pizzeria a Formentera del Segura.
Il contesto del conflitto nel Donbass
Il Donbass è una regione a cavallo tra l’Ucraina sud-orientale e la Russia, comprendente gli oblast’ di Donec’k e Luhans’k, che da anni è teatro di un conflitto tra le forze ucraine e le repubbliche separatiste filorusse. Dal 2014, la regione è stata interessata da una guerra che ha causato oltre 22.000 vittime secondo l’ONU e ha visto il coinvolgimento diretto della Russia, culminato nell’annessione de facto di questi territori nel 2022. Il Donbass è strategico per Mosca non solo per la sua posizione geografica, ma anche per le risorse energetiche e industriali, in particolare il carbone e le acciaierie, oltre che per i legami culturali e linguistici della popolazione, prevalentemente russofona.
Le tensioni nella regione sono nate dopo la rivoluzione di Maidan e l’allontanamento del presidente filorusso Yanukovich nel 2014, eventi che hanno innescato l’insurrezione filorussa e la successiva guerra. La Russia ha giustificato il proprio intervento denunciando la presunta mancata applicazione degli accordi di Minsk da parte di Kiev e parlando di un “genocidio” delle minoranze russe, mentre l’Ucraina accusa Mosca di aggressione e occupazione.
Le ripercussioni dell’arresto e la situazione attuale
L’arresto di Gianni Cenni evidenzia come il conflitto nel Donbass abbia coinvolto non solo militari di area ex-sovietica ma anche cittadini stranieri arruolatisi nelle fila russe, spesso con motivazioni complesse e personali. La vicenda di Cenni, latitante per un grave reato in Italia e poi coinvolto in un teatro di guerra estero, rappresenta un caso emblematico delle connessioni internazionali di questo conflitto ancora aperto.
Nel frattempo, la regione del Donbass rimane una delle zone più militarizzate e minate al mondo, con oltre un milione e seicentomila ettari di terreno contaminato da ordigni inesplosi, rendendo la pace e la stabilità un obiettivo ancora lontano.






