Torino, 8 gennaio 2026 – La procura di Torino ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio per 17 persone accusate di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e apologia del fascismo, in relazione alle attività svolte all’interno del circolo Edoras, ormai chiuso, riconducibile al gruppo Avanguardia Torino. Il procedimento giudiziario, che si focalizza su episodi avvenuti recentemente, vedrà l’udienza preliminare prevista per fine gennaio.
Le accuse: apologia del fascismo e istigazione all’odio
Tra gli indagati figurano nomi di rilievo, tra cui il figlio ventunenne di un assessore regionale piemontese di Fratelli d’Italia e un ex responsabile giovanile locale del medesimo partito. Inoltre, sono coinvolti due musicisti che si sono esibiti nel circolo. A tre imputati viene contestata in particolare un’attività su Telegram, con riferimento alle cosiddette chiamate del presente, svolte in occasione di anniversari legati alla morte di intellettuali, politici e attivisti europei di area estrema destra.
Il capo d’accusa si basa su rapporti dei Carabinieri dei Ros e descrive episodi gravi avvenuti durante una serata pubblica il 30 novembre 2024, tra cui cori con contenuti antisemiti e proterroristici, invocazioni al Duce, saluti romani, grida “Heil” e slogan di matrice xenofoba e antisemita. Alcuni esempi riportati sono cori come «toute le monde deteste le juif» (tutti quanti odiano gli ebrei), “Viva Hamas Hezbollah con i caccia e con i mig bombardiamo Tel Aviv” e negazioni dell’Olocausto.
Il circolo Edoras è stato chiuso a settembre 2024. Il proprietario dell’immobile, che ha dichiarato di essere all’oscuro delle attività svolte all’interno, è stato citato come persona offesa e potrà costituirsi parte civile nel processo.
Contestualizzazione e casi analoghi in Italia
L’inchiesta torinese si inserisce in un quadro più ampio di azioni giudiziarie contro gruppi di estrema destra in Italia. Recentemente, a Roma, sono state disposte due condanne e sette rinvii a giudizio per militanti dell’organizzazione neofascista Militia, con accuse che includono apologia del fascismo, associazione a delinquere e diffusione di idee fondate sull’odio razziale. Tra gli imputati ci sono figure coinvolte in minacce a istituzioni e rappresentanti politici, quali l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente della comunità ebraica romana Riccardo Pacifici. Questo processo inizierà l’11 dicembre prossimo davanti al tribunale capitolino.
L’attenzione delle autorità giudiziarie sul fenomeno dell’apologia del fascismo testimonia la costante vigilanza sul rispetto della legge Scelba e sulla tutela della memoria storica, in particolare nel contesto di città come Torino, con la sua storia complessa e il ruolo di rilievo nel panorama culturale e politico italiano.






