Antifascismo, Vannacci: “Non mi dichiarerò, non credo ci sia bisogno di una certificazione”
Il generale durante la presentazione del suo libro: “Censura oggi è morale e non fisica”
(Roma). “Parlare in università non si può? Perché è un mondo al contrario. Non è un problema di personaggi o del sottoscritto ma il problema di chi non vengono messe in condizione di potersi esprimere. Ci sono cartelli, bandiere della Palestina, che non so cosa c’entrino ma ci sono. E poi la censura è cambiata: mentre una volta era fisica adesso è morale e quindi si tende a denigrare la persona che deve parlare in modo tale che le parole che esprime sono inutili. L’ultima tendenza che continuano a chiedermi è se sono antifascista. Oggi prima di esprimere le proprie opinioni bisogna dichiararsi antifascista e poi ci si può mettere a parlare. Io dico che da ora in poi non mi dichiarerò perché ritengo che non sia necessario o richiesto. La legge proibisce la ricostituzione del partito fascista e ci atteniamo a quello che prevede la legge”. Così Roberto Vannacci, durante la presentazione del suo libro “Il coraggio vince”, a Roma all’Nh Hotel. (Marco Vesperini/alanews)





