Milano, 12 febbraio 2026 – Nuovi sviluppi nell’ambito delle indagini su evasione fiscale da parte di Amazon in Italia. La Guardia di Finanza di Monza, su delega della Procura di Milano, ha effettuato una serie di perquisizioni presso la sede italiana del colosso dell’e-commerce, abitazioni di sette manager e negli uffici della società di revisione fiscale Kpmg, non indagata ma coinvolta per aver fornito consulenze sulle pratiche fiscali oggetto di accertamento.
Indagine per sospetta evasione fiscale da parte di Amazon
L’operazione, confermata da fonti qualificate a Reuters, si concentra su una presunta evasione fiscale di circa 1,2 miliardi di euro relativa al periodo 2019-2021. La Procura di Milano, guidata dal pm Elio Ramondini, ipotizza che Amazon abbia operato in Italia attraverso una stabile organizzazione occulta, producendo redditi sul territorio nazionale senza versare le relative imposte. L’indagine coinvolge in particolare Amazon EU Sarl, con sede in Lussemburgo, e la sua amministratrice Barbara Scarafia, Legal Director Europe di Amazon.
Il mandato di perquisizione, lungo 13 pagine, evidenzia come Amazon EU Sarl nel 2024 abbia ristrutturato il personale licenziando e riassumendo 159 dipendenti da una società locale che i magistrati ritengono costituisse la stabile organizzazione occulta in Italia. L’attenzione della Procura si concentra anche su una rete di venditori, soprattutto cinesi, collegati ad Amazon, accusati di movimentare prodotti importati senza il pagamento di Iva e dazi doganali, configurando ipotesi di frode doganale e contrabbando.
Reazioni di Amazon e contesto degli investimenti in Italia
In risposta alle indagini, Amazon ha espresso forte preoccupazione per le “azioni aggressive e sproporzionate da parte della Procura”, sottolineando di essere impegnata in un dialogo trasparente con le autorità fiscali italiane per chiarire questioni tecniche complesse. La società ribadisce di pagare tutte le tasse dovute in Italia ed evidenzia il proprio ruolo come uno dei primi 50 contribuenti del Paese, nonché tra i maggiori investitori stranieri con oltre 25 miliardi di euro investiti negli ultimi 15 anni e più di 19.000 dipendenti a tempo indeterminato.
Va ricordato che Amazon ha già affrontato in passato altre controversie fiscali in Italia. Nel dicembre 2024 ha versato 511 milioni di euro per un accordo con il fisco relativo a una precedente indagine sull’Iva non versata, mentre Amazon Italia Transport ha risarcito il fisco con oltre 180 milioni di euro dopo un sequestro per frode fiscale. Nel dicembre 2017 il gruppo aveva inoltre versato circa 100 milioni per contestazioni simili riguardanti la stabile organizzazione.
Le perquisizioni odierne hanno portato al sequestro di computer, dispositivi informatici e dischi rigidi contenenti email del personale, elementi ritenuti fondamentali per l’approfondimento delle indagini. La Procura di Milano prevede di concludere l’inchiesta già nei prossimi mesi, mentre parallelamente proseguono altri filoni investigativi che coinvolgono il gruppo per presunte frodi doganali e fiscali legate alle importazioni di prodotti cinesi.





