Roma, 3 marzo 2026 – L’allerta sicurezza in Italia è stata innalzata in seguito all’escalation del conflitto in Medio Oriente, che ha visto un attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e l’apertura di un nuovo fronte nel Libano. In risposta a tali tensioni, il governo italiano ha rafforzato i dispositivi di vigilanza su oltre 28mila obiettivi sensibili dislocati nelle principali città del Paese.
Sicurezza, rafforzamento dei controlli su obiettivi sensibili
Tra gli obiettivi a maggior rischio figurano ambasciate, consolati e luoghi di culto collegati ai Paesi coinvolti nel conflitto. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha presieduto al Viminale un Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica con i vertici delle forze di polizia e dell’intelligence, per aggiornare i dispositivi di prevenzione e controllo su tutto il territorio nazionale.
Il monitoraggio è stato esteso anche alle manifestazioni pubbliche, con particolare attenzione ai cortei e agli eventi a forte affluenza. Sono state pertanto innalzate le misure di sicurezza in vista delle mobilitazioni programmate nelle prossime settimane.
Attività di intelligence e prevenzione antiterrorismo
Il Comitato strategico antiterrorismo (Casa), già riunito subito dopo l’attacco a Teheran, vedrà un aumento degli incontri per coordinare la risposta italiana alle potenziali minacce. Un ruolo chiave è affidato all’attività informativa, volta a intercettare segnali da parte di gruppi o singoli radicalizzati, i cosiddetti “lupi solitari”, che potrebbero pianificare azioni dimostrative.
Le forze di intelligence hanno intensificato il monitoraggio di forum e canali social per captare segnali di radicalizzazione e ipotesi di attacchi. Inoltre, sono state diramate disposizioni urgenti già sabato scorso per potenziare la vigilanza sugli obiettivi “di prioritaria sensibilità”, in particolare quelli statunitensi e israeliani, estendendo l’allerta anche alle unità di pronto intervento.
A Roma, l’attenzione si concentra sulle zone del Ghetto ebraico e delle ambasciate, con un’attenzione particolare ai sit-in annunciati per esprimere solidarietà all’Iran. Per domani sono previste due manifestazioni alle ore 18: una in piazza Santi Apostoli, organizzata dal “Comitato 7 Ottobre” con l’adesione di diversi partiti, e una contromanifestazione vicino all’ambasciata Usa in via Veneto, promossa da gruppi antagonisti che si dichiarano contro “l’aggressione imperialista” a Teheran. Simili iniziative sono programmate anche a Milano, davanti al consolato americano, con un flash mob previsto a Piazza Montecitorio alle 13 per chiedere un patrocinio politico ai prigionieri politici iraniani arrestati dopo le proteste.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in carica dal 22 ottobre 2022 e con una lunga esperienza da prefetto e capo di gabinetto al Viminale, guida personalmente le azioni di coordinamento e aggiornamento delle strategie di sicurezza in un momento di particolare tensione internazionale, con l’obiettivo di garantire la massima protezione sul territorio nazionale.






