Roma, 13 gennaio 2026 – È atterrato questa mattina all’aeroporto di Ciampino il volo di Stato che ha riportato in Italia Alberto Trentini e Mario Burlò, i due italiani liberati dopo oltre 423 giorni di detenzione nelle carceri venezuelane. Ad accogliere i connazionali, accolti con emozione e sollievo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che hanno sottolineato l’importanza umana e politica di questo momento.
Il ritorno a casa: emozioni e parole di Trentini e Burlò

All’uscita dall’aeroporto, Alberto Trentini ha lasciato trasparire un sorriso di sollievo, accompagnato dalla madre Armanda Colusso e dall’avvocata Alessandra Ballerini. Quest’ultima ha letto un comunicato della famiglia in cui si evidenzia la gioia per la liberazione ma anche il peso delle sofferenze di questi mesi: “Siamo felicissimi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo: non si possono cancellare le sofferenze di questi interminabili 423 giorni“. Trentini ha espresso il desiderio di vivere giornate serene e costruttive per superare i brutti ricordi, chiedendo rispetto per la loro privacy e un pensiero solidale per tutte le persone ancora detenute e le loro famiglie.
Anche Mario Burlò ha parlato con il Tg2 Italia Europa, raccontando le difficoltà psicologiche della detenzione, in particolare l’impossibilità di comunicare con i propri figli per quasi un anno: “Non parlare con i propri figli per un anno è stato difficile. La prima chiamata dopo 11 mesi e mezzo è stata la gioia più grande“. Burlò ha ringraziato gli amici e quanti gli sono stati vicini durante questo difficile periodo.
Il ruolo delle istituzioni e i ringraziamenti
Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha confermato che si sta lavorando per liberare altri italiani detenuti, ricordando che attualmente 42 connazionali si trovano ancora in Venezuela, di cui 24 con doppio passaporto politico. Tajani ha definito “toccante” la scena dell’abbraccio tra Trentini e la madre e l’accoglienza di Burlò da parte della famiglia, sottolineando come gli aspetti umani prevalgano in questo momento su quelli politici.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto personalmente Trentini e Burlò all’aeroporto, scambiando con loro parole di conforto e augurando loro di recuperare serenità dopo mesi di grande apprensione. Dopo averli salutati, Meloni si è congedata rispettando il desiderio di tranquillità espresso dalle famiglie.
L’avvocato di Burlò, Maurizio Basile, ha definito la vicenda “dura, ma ce l’abbiamo fatta“, ringraziando il console Jacopo Martino, la rete diplomatica di Caracas e il ministero degli Esteri per il supporto determinante. Al momento non sono previste convocazioni in procura per Burlò, e si sta organizzando il rientro a Torino.
L’arrivo di Trentini e Burlò segna una tappa importante in una vicenda che ha visto un impegno diplomatico intenso e discreto, con il coinvolgimento anche dei servizi di intelligence italiani, come confermato dalla presenza a bordo del volo del direttore dell’Aise Giovanni Caravelli.
Il ritorno a casa dei due italiani rappresenta una vittoria umana e diplomatica, ma le parole della famiglia di Trentini invitano a non dimenticare chi è ancora detenuto e le difficoltà di chi vive situazioni simili in Venezuela e altrove. La solidarietà dentro e fuori dal carcere resta, come ricordato dall’avvocata Alessandra Ballerini, “la nostra salvezza“.






