Si è spento a Senigallia, città delle Marche dove viveva, il celebre fotoreporter Giorgio Pegoli, all’età di 87 anni. La sua carriera, costellata da oltre cinquant’anni di intenso lavoro sul campo, ha raccontato con immagini d’impatto numerosi conflitti internazionali, dal Vietnam al Golfo Persico, fino all’Afghanistan. Le sue fotografie, pubblicate su importanti testate nazionali e internazionali, hanno offerto uno sguardo profondo e umano sulle guerre e sulle loro conseguenze.
Giorgio Pegoli: una vita dedicata al fotogiornalismo e alla testimonianza
Nato nelle Marche, Pegoli iniziò la sua attività di reporter con i primi reportage in Vietnam nel 1978, per poi spostarsi in numerosi teatri di guerra e crisi internazionali. Tra le sue destinazioni figurano Germania Est, Brasile, India, Perù, Cina, Ciad, Nicaragua, Laos, Cambogia, Libano, Iraq, Palestina, Israele e numerosi altri Paesi coinvolti in conflitti o situazioni di forte tensione. Nel corso della sua lunga carriera ha documentato eventi fondamentali come la guerra del Golfo, i conflitti balcanici e le crisi in Medio Oriente, sempre con uno sguardo attento alla dimensione umanitaria.
La sua attività è stata riconosciuta con prestigiosi riconoscimenti, tra cui l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e il titolo di giornalista dell’anno nel 1994 a Cattolica. Pegoli ha anche contribuito alla formazione di nuove generazioni di fotoreporter coordinando i corsi di fotogiornalismo presso il Museo d’Arte Moderna, dell’Informazione e della Fotografia di Senigallia (MUSINF).
Un’eredità artistica e umana radicata a Senigallia
Il legame di Pegoli con Senigallia, la sua città, è stato profondo e duraturo. Dopo aver chiuso la storica bottega fotografica in via Carducci, che per decenni è stata un punto di riferimento per fotografi e appassionati, ha continuato a essere una presenza attiva e stimata nella comunità locale. Tra le sue opere più celebri vi è la serie fotografica “Senigallia, i luoghi della gente” e una ricerca storica sul passaggio del fronte nella città durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il consigliere regionale del Pd, Maurizio Mangialardi, ha espresso il proprio cordoglio definendo Pegoli “un gigante del nostro tempo” e sottolineando come la sua “fotografia umanitaria” abbia saputo raccontare con sensibilità le sofferenze provocate dalla guerra, soprattutto sulle donne e i bambini. Le immagini di Pegoli sono conservate in importanti musei internazionali e la sua opera continua a essere celebrata attraverso mostre come “Donne e Guerra”, ospitata presso il Museo Nori De’ Nobili di Trecastelli.






