La scena culturale italiana perde una delle sue voci più originali e poliedriche: è scomparso a 73 anni David Riondino, artista capace di attraversare musica, teatro e letteratura con uno stile unico e riconoscibile.
L’annuncio della scomparsa di David Riondino
A rendere pubblica la notizia è stata Chiara Rapaccini, amica dell’artista, che ha condiviso il messaggio sui social. Riondino si è spento all’età di 73 anni, lasciando un vuoto significativo nel panorama culturale italiano.
L’ultimo saluto a Roma
I funerali si terranno martedì alle ore 11 nella Chiesa degli Artisti, a Roma, luogo simbolico per l’addio a personalità del mondo dello spettacolo e della cultura. Qui amici, colleghi e pubblico potranno dare l’ultimo saluto a un artista che ha segnato più generazioni.
Dalle radici fiorentine agli esordi musicali
Nato a Firenze nel 1952, Riondino aveva mosso i primi passi nel mondo della musica negli anni Settanta con il Collettivo Victor Jara, formazione ispirata al cantautore cileno Victor Jara. Con il gruppo incise due album per i circoli Ottobre, dando voce a un periodo segnato da fermento culturale e politico.
La carriera di David Riondino tra musica e teatro
A partire dagli anni Ottanta, la sua produzione si ampliò notevolmente. Pubblicò dischi come “Boulevard” e “Tango dei Miracoli”, arricchito dalle illustrazioni di Milo Manara. Tra i suoi contributi più noti c’è “Maracaibo”, portata al successo da Lu Colombo nel 1981. Sul palco lavorò con Paolo Rossi in spettacoli come “Chiamatemi Kowalski” e “La commedia da due lire”, confermando una versatilità rara.
Collaborazioni e sperimentazioni artistiche
Negli anni successivi Riondino intrecciò collaborazioni con artisti come Sabina Guzzanti e Dario Vergassola, con cui portò in scena lavori teatrali tra cui “I Cavalieri del Tornio” e “Todos Caballeros”. Parallelamente ideò il festival “Il giardino della poesia” a San Mauro Pascoli, dedicato alla valorizzazione della parola poetica attraverso letture e spettacoli.
Il cinema e la regia
Il suo percorso artistico si estese anche al cinema, con partecipazioni in film diretti da autori come Gabriele Salvatores e i fratelli Taviani. Tra i titoli più significativi figurano “Maledetti vi amerò”, “La notte di San Lorenzo” e “Kamikazen”. Nel 1997 firmò la regia di “Cuba Libre, velocipedi ai Tropici”, oltre a documentari dedicati agli improvvisatori in versi cubani.
Televisione e personaggi iconici
Il pubblico televisivo lo ricorda anche per figure surreali come João Mesquinho, improbabile cantautore brasiliano ospite del Maurizio Costanzo Show. Nel 1995 condusse con Daria Bignardi il programma “A tutto volume”, dedicato ai libri, e partecipò a diverse edizioni di Quelli che il calcio.
L’attività editoriale di David Riondino
Accanto alla musica e alla scena, Riondino coltivò con costanza la scrittura. Pubblicò opere per case editrici come Feltrinelli e Nottetempo, fino a lavori più recenti come “Il Trombettiere” (2016), arricchito ancora dalle illustrazioni di Manara, e “Sussidiario” (2019), raccolta di testi satirici in versi. Una produzione che testimonia la sua capacità di muoversi tra linguaggi diversi senza perdere coerenza espressiva.






