Bologna, 19 gennaio 2026 – Un’indagine condotta con rapidità e sensibilità dai carabinieri di una stazione della bassa reggiana ha portato alla luce un grave caso di presunti abusi sessuali su otto alunne minorenni in un istituto scolastico della zona. Le attività investigative, coordinate dalla Procura di Reggio Emilia sotto la guida del procuratore capo Calogero Gaetano Paci, hanno evidenziato un quadro di abusi seriali commessi da un collaboratore scolastico di 28 anni.
Le accuse di abusi e le misure cautelari
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i fatti contestati si sarebbero verificati tra ottobre e novembre 2025. L’uomo avrebbe approfittato dei momenti di minor sorveglianza nei corridoi della scuola per indurre le giovani vittime, tutte con meno di 14 anni, a subire contatti fisici forzati. Le azioni si sarebbero svolte in luoghi isolati dell’istituto, come l’aula magna o gli antibagni. Per ingenerare confusione e mantenere il silenzio, il collaboratore scolastico avrebbe instaurato un clima di pressione psicologica, presentandosi come una figura affettuosa e di riferimento per le alunne.

A seguito delle denunce, scaturite da confidenze fatte dalle ragazze ai loro insegnanti, la Procura ha richiesto al giudice per le indagini preliminari l’applicazione di una misura cautelare. Il giudice ha disposto la sospensione immediata dal pubblico servizio per un anno e l’obbligo di dimora con divieto di uscita nelle ore serali per l’indagato, accusato di violenza sessuale.
Il ruolo della Procura di Reggio Emilia e del procuratore Calogero Gaetano Paci
La Procura di Reggio Emilia, con a capo il magistrato Calogero Gaetano Paci, ha coordinato le indagini con attenzione ai dettagli e nel rispetto delle vittime. Paci, noto per la sua esperienza in materia di sicurezza e giustizia, ha diretto l’attività investigativa, garantendo un’azione penale tempestiva e rigorosa. Il ruolo del procuratore è stato fondamentale per assicurare che la vicenda venisse affrontata con la massima serietà e che fossero adottate le misure cautelari necessarie a tutela delle vittime e dell’ordine pubblico.
I carabinieri hanno sottolineato come l’intervento sia stato condotto con delicatezza, per evitare ulteriori traumi alle ragazze coinvolte, e hanno proseguito le indagini per chiarire eventuali ulteriori responsabilità all’interno dell’istituto scolastico.






