Milano, 30 gennaio 2026 – Questa mattina, alle Colonne di San Lorenzo in corso di Porta Ticinese, è stata esposta la Teca della ‘Quarto Savona 15’, la celebre Fiat Croma blindata che fungeva da auto di scorta per il magistrato Giovanni Falcone e la sua scorta, tragicamente colpita nella strage di Capaci il 23 maggio 1992. L’iniziativa, intitolata “Dal sangue versato al sangue donato”, ha preso avvio per sensibilizzare i giovani milanesi alla cultura della legalità e della solidarietà, integrando un’autoemoteca Avis per promuovere la donazione del sangue.
Un evento simbolico per la memoria e la solidarietà

Lo svelamento della teca contenente i resti della Quarto Savona 15 è avvenuto alle ore 9, alla presenza di autorità di spicco: il prefetto Claudio Sgaraglia, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il questore Bruno Megale, Tina Montinaro – presidente dell’Associazione Quarto Savona 15 e moglie di Antonio Montinaro, capo scorta caduto insieme a Falcone – e l’Ispettore di Polizia Christian Di Martino, gravemente ferito in servizio nel maggio 2024 e salvato grazie a numerose trasfusioni di sangue.
Il sindaco Giuseppe Sala ha sottolineato il valore contemporaneo dell’evento, evidenziando come il titolo “Dal sangue versato al sangue donato” incarni un messaggio di speranza e generosità: “È giusto ricordare un dramma italiano, ma è fondamentale rivolgere lo sguardo alla realtà odierna, dove anche Milano e la Lombardia affrontano una grave carenza di sangue. Questa iniziativa rappresenta un’occasione per richiamare tutti alla donazione.”
Sala ha inoltre affrontato il tema della lotta alle mafie, ribadendo che “Milano è un territorio in cui le mafie sono presenti, seppur con nuove forme e atteggiamenti, e vanno intercettate tempestivamente”. L’esposizione della Quarto Savona 15 proseguirà fino alle 17 di oggi, offrendo ai cittadini un’opportunità di riflessione e di impegno civico.
La storia e il significato della Quarto Savona 15: un monumento alla lotta contro la mafia
La Quarto Savona 15, nome in codice della Fiat Croma blindata, è stata devastata dall’esplosione di circa 500 chili di tritolo nella strage di Capaci, un attentato in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. L’auto, accartocciata e conservata in una teca, è diventata un simbolo tangibile della lotta alla mafia e della memoria delle vittime innocenti.
In passato, la teca è stata esposta in diverse occasioni significative, tra cui piazza Città di Lombardia e, nel marzo 2025, davanti a Palazzo Reale in piazza Duomo, per permettere ai cittadini milanesi di vedere da vicino questo monumento storico. La polizia di Stato ha curato il trasporto e la custodia dell’auto, accompagnata da un totem commemorativo con un QR Code che consente l’accesso all’elenco e alle storie delle vittime delle mafie, in particolare di quelle uccise tra il 1982 e il 1992.
Tina Montinaro ha più volte evidenziato l’importanza di educare i giovani al ricordo, affermando che “i ragazzi oggi non conoscono più la mafia come fenomeno violento e stragista, perciò è fondamentale raccontare loro cos’era ieri e cosa rappresenta oggi”.
L’iniziativa milanese, promossa dal Comune di Milano con il supporto dell’Associazione Quarto Savona 15 e di WikiMafia, si conferma un momento di riflessione collettiva, volta a mantenere vivo il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per la legalità e a stimolare azioni concrete di solidarietà come la donazione di sangue.





