Milano, 16 febbraio 2026 – In occasione dell’ultima assemblea della Lega Serie A, Giuseppe Marotta, presidente e amministratore delegato unico dell’Inter, ha commentato con fermezza la recente vicenda arbitrale che ha coinvolto Pierre Kalulu, difensore della Juventus, e Alessandro Bastoni dell’Inter, durante il match tra le due squadre. Il caso ha suscitato un acceso dibattito mediatico, soprattutto a seguito dell’espulsione di Kalulu, causata da un episodio controverso con Bastoni.
Marotta difende Bastoni: tra errore e gogna mediatica
Il dirigente nerazzurro ha definito eccessiva la reazione pubblica nei confronti di Bastoni, sottolineando come il difensore sia un professionista esperto con oltre 300 presenze in Serie A e un punto di riferimento della Nazionale italiana: “Stiamo parlando di un giocatore che rappresenta un patrimonio per il calcio italiano, e metterne in dubbio la convocazione azzurra sarebbe un’ingiustizia” ha affermato Marotta. Sul gesto di Bastoni che ha simulato un fallo, il presidente ha ammesso l’errore ma ha chiarito che si tratta di un fenomeno presente nel calcio fin dagli anni ’50, citando anche l’episodio di Cuadrado nel 2021, quando una simulazione palesemente evidente permise alla Juventus di ottenere un rigore contro l’Inter.
La posizione di Marotta sull’arbitraggio e le responsabilità collettive
Marotta ha richiamato la necessità di una maggiore assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti – arbitri, società, Lega e FIGC – per migliorare la gestione degli episodi arbitrali. Ha proposto l’inasprimento delle sanzioni disciplinari e pecuniarie per scoraggiare comportamenti antisportivi, evidenziando come spesso ci sia una scarsa conoscenza del regolamento, soprattutto tra i calciatori. In merito all’episodio Bastoni-Kalulu, Marotta ha invitato a un confronto sereno e costruttivo, senza cedere a sterili polemiche mediatiche.
L’intervento di Marotta rappresenta un richiamo al rispetto dei valori di lealtà sportiva e all’importanza di un dialogo costruttivo per il futuro del calcio italiano.






