Milano, 13 aprile 2026 – La Lega Serie A ha manifestato con chiarezza la propria preferenza per il prossimo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), indicando Giovanni Malagò come candidato ufficiale. La decisione è emersa nel corso dell’assemblea dei club tenutasi oggi a Milano, con 18 club su 20 che hanno espresso il loro sostegno all’ex presidente del CONI. Solo Lazio e Verona hanno scelto di non appoggiare formalmente la candidatura, senza però votare contro.
La candidatura di Giovanni Malagò e il sostegno della Serie A
Il nome di Giovanni Malagò, già presidente del CONI dal 2013 al 2025, è stato accolto con favore dalla stragrande maggioranza dei club della massima serie calcistica italiana, confermando la sua figura come punto di riferimento per la governance dello sport nazionale. Malagò, imprenditore e dirigente sportivo con una lunga esperienza nel mondo sportivo e istituzionale, è visto come un candidato capace di guidare la FIGC verso una fase di rinnovamento.
Tuttavia, Lazio e Verona hanno preso una posizione di cautela. Pur riconoscendo la stima personale nei confronti di Malagò, i due club hanno espresso perplessità sul metodo normativo vigente, che regola il sistema sportivo e calcistico italiano, basato sulla legge del 1981 sul professionismo. La loro posizione mira infatti a sollevare questioni strutturali prima di entrare nel merito della scelta della figura presidenziale.
Le parole di Carnevali e le sfide per il futuro del calcio italiano
All’ingresso dell’assemblea, Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, ha commentato la candidatura di Malagò con prudenza e apertura: «Malagò è sicuramente una persona adatta per gestire una federazione, ha dimostrato grande capacità in questi anni e può essere un valore per il nostro movimento». Carnevali ha però sottolineato la necessità di valutare eventuali altri candidati e ha evidenziato come il futuro presidente debba saper dialogare con tutte le componenti del calcio italiano.
«La Serie A deve essere determinante nella scelta del presidente, perché negli ultimi anni decisioni importanti sono state influenzate da leghe di livello inferiore. Il sistema è ingessato e richiede cambiamenti radicali, anche se ci vorrà del tempo», ha concluso Carnevali, delineando così le sfide che attendono il futuro vertice della FIGC.
La scelta di Malagò rappresenta dunque un segnale forte della Serie A, che punta a ridefinire la governance del calcio italiano sotto la guida di una figura esperta e consolidata, pur con la consapevolezza della complessità del sistema e delle necessità di riforma a livello normativo e strutturale.






