Zenica, 01 aprile 2026 – La Bosnia ed Erzegovina ha vinto ai rigori, eliminando gli Azzurri e chiudendo così un ciclo nero: tre Mondiali di fila senza qualificazione. Il campo, bagnato dalla pioggia, ha visto un’Italia aggrappata al vantaggio firmato Moise Kean, ma la partita è cambiata al 41’, quando Alessandro Bastoni è stato espulso. Da quel momento, in dieci uomini, gli Azzurri hanno provato a resistere, ma la pressione bosniaca è cresciuta fino al pareggio e poi alla vittoria finale. Un addio amaro, sotto il peso di un pubblico locale scatenato.
Al Bilino Polje di Zenica, la sfida è iniziata subito intensa. Gattuso ha scelto un 3-5-2 con Kean e Retegui in attacco, mentre la Bosnia ha risposto con un 4-4-2 che spesso si è trasformato in un offensivo 4-2-4 grazie agli inserimenti di Bajraktarevic e Dedic. Nei primi minuti è stato un duello duro, con Donnarumma protagonista di interventi decisivi. La Bosnia ha preso il controllo del possesso palla, ma è stato un errore di Kolasinac a regalare palla a Barella, che ha servito Kean per un tiro di prima che ha sbloccato il risultato.
Quando sembrava che gli Azzurri potessero gestire il vantaggio, è arrivata la mazzata: Bastoni, ultimo uomo, ha fermato con un fallo netto Memic in contropiede e l’arbitro Turpin non ha avuto dubbi, rosso diretto. Da quel momento l’Italia ha dovuto resistere in inferiorità numerica, con la Bosnia che ha alzato la pressione.
Secondo tempo in apnea, la Bosnia prende campo
Nella ripresa l’Italia si è chiusa dietro, con Gattuso che ha inserito un centrocampista più difensivo al posto di Politano e ha spostato la squadra in un 3-5-1 più prudente. Ma gli spazi sulle fasce sono diventati un problema: Bajraktarevic e Alajbegovic hanno fatto soffrire Dimarco e Calafiori, e la Bosnia ha iniziato un assedio continuo. Gli Azzurri si sono difesi con ordine, ma hanno faticato a ripartire.
Kean ha avuto alcune occasioni per chiudere la partita, ma ha fallito un gol facile davanti al portiere Vasilj. Donnarumma ha salvato più volte la squadra con parate importanti, ma nel finale è arrivato il pareggio: su un cross dalla sinistra Bajraktarevic ha creato scompiglio in area, e Tabakovic ha insaccato di testa da pochi passi. Il gol ha acceso gli animi e ha spinto la partita ai supplementari.
Supplementari tesi e il verdetto dai rigori
Nel tempo extra la Bosnia ha mantenuto il controllo, mentre l’Italia ha cercato di far male con qualche fiammata di Pio Esposito, che però non ha trovato la rete. La Bosnia ha risposto con azioni veloci e pericolose, ma il risultato è rimasto sull’1-1 fino alla fine.
La lotteria dei rigori ha spezzato le speranze azzurre. Esposito ha calciato alto, Cristante ha colpito la traversa, mentre i bosniaci hanno segnato tutti i loro tiri. Il rigore decisivo di Bajraktarevic ha scatenato la festa nel pubblico locale, lasciando l’Italia a fare i conti con un addio doloroso.
Una ferita profonda per il calcio italiano
Questa eliminazione segna un duro colpo per l’Italia, fuori dal Mondiale per la terza volta di fila. Dopo le delusioni contro Svezia e Macedonia del Nord, la squadra non è riuscita a invertire la rotta, cedendo ancora una volta contro un’avversaria più pronta e decisa.
La partita ha messo in luce le difficoltà degli Azzurri: gestire l’inferiorità numerica si è rivelato un problema, e la squadra ha pagato caro gli errori e le occasioni sprecate. La qualità in attacco non è bastata a coprire le lacune difensive e la mancanza di leadership, con l’espulsione di Bastoni che ha spezzato l’equilibrio.
Gattuso, visibilmente amareggiato, ha riconosciuto le difficoltà e si è assunto la responsabilità, ma ora il calcio italiano è di fronte a una crisi che va ben oltre il campo. Serve una riflessione profonda sulla gestione e sulla formazione della nazionale se si vuole tornare a competere ad alti livelli. La storia gloriosa dell’Italia nel calcio impone un cambio di passo urgente.
La Bosnia vola ai Mondiali: la festa e lo sguardo al futuro
La Bosnia, invece, può finalmente esultare per una qualificazione storica al Mondiale 2026, in programma tra Canada, Messico e Stati Uniti. La squadra di Barbarez ha mostrato carattere, organizzazione e concretezza, riuscendo a rompere il tabù contro l’Italia.
Al Bilino Polje, di fronte a un pubblico appassionato, è stata una serata che resterà a lungo nella memoria bosniaca. Ora li attendono sfide nuove contro Qatar, Svizzera e Canada, un’opportunità per farsi spazio nel calcio mondiale.
Mentre l’Italia deve guardare a un futuro di rinnovamento, la Bosnia si gode il momento, pronta a scrivere nuove pagine nella storia del calcio ai prossimi Mondiali.






