Torino, 15 febbraio 2026 – John Elkann, presidente di Exor, holding che controlla la Juventus, ha comunicato oggi al presidente della FIGC, Gabriele Gravina, il suo forte disappunto per i ripetuti errori arbitrali emersi durante la recente partita contro l’Inter, in particolare in riferimento all’espulsione di Pierre Kalulu.
Il disappunto di Elkann per gli errori arbitrali in Inter-Juventus
Secondo quanto si apprende, nel corso di un colloquio telefonico, Elkann ha espresso preoccupazione per la frequenza e la gravità degli errori arbitrali che, a suo avviso, compromettono la correttezza e la credibilità del calcio italiano. Il presidente di Exor ha sollecitato l’individuazione di soluzioni efficaci per migliorare il sistema arbitrale, auspicando interventi che possano garantire maggiore integrità e trasparenza nelle competizioni.
Vicinanza e sostegno alla squadra
Nella stessa occasione, Elkann ha espresso la sua vicinanza e il pieno sostegno al club bianconero e alla squadra, sottolineando l’importanza di un clima di serenità e fiducia per proseguire il percorso sportivo. Questo intervento si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso la qualità della direzione arbitrale in Serie A, tema che continua a suscitare dibattiti e richieste di riforme a livello federale.
Gabriele Gravina, in carica come presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio dal 2018 e rieletto per il terzo mandato nel 2025, è noto per il suo impegno nel miglioramento dei processi gestionali e organizzativi del calcio nazionale. La FIGC ha più volte manifestato l’intenzione di adottare innovazioni tecnologiche e regolamentari per supportare l’operato degli arbitri e tutelare l’equità sportiva.
John Elkann, classe 1976, è una figura di rilievo nell’industria italiana e internazionale, amministratore delegato di Exor e presidente di società come Stellantis e Ferrari. La sua posizione nel mondo del calcio è strettamente collegata alla gestione della Juventus, uno dei club più importanti d’Italia.
Il confronto tra Elkann e Gravina rappresenta un passaggio significativo nel dibattito sull’arbitraggio nel calcio italiano e sulle prospettive di miglioramento del sistema federale.






