Roma, 2 aprile 2026 – Il mondo del calcio italiano piange la scomparsa di Gianluca Cherubini, ex difensore di Roma e della Nazionale Under 21, morto a soli 52 anni dopo una lunga malattia. La notizia è stata diffusa da Alessandro Battisti, ex compagno di squadra e direttore sportivo, che ha ricordato con commozione una vita vissuta “a 220 km all’ora, sempre in bilico e sull’orlo del burrone”. Cherubini, figura controversa nel panorama calcistico, lascia dietro di sé un’eredità segnata da un talento promettente e da una vita personale tormentata.
Gianluca Cherubini: una carriera tra promesse e difficoltà
Nato a Roma nel 1974, Cherubini muove i primi passi nelle giovanili di Monza e Lodigiani, esordendo poi in Serie B con la Reggiana nella stagione 1992-1993. La sua stagione più significativa fu quella del 1995-96, quando fu ingaggiato dalla Roma e giocò sotto la guida di Carlo Mazzone accanto a un giovanissimo Francesco Totti. Impiegato sia come difensore che come centrocampista, mostrò un talento che lasciava presagire un futuro brillante. Tuttavia, il suo carattere irruente e la scarsa disciplina limitarono le sue opportunità, portando la Roma a cederlo nuovamente alla Reggiana. In nazionale, Cherubini collezionò cinque presenze nella Under 21, vincendo l’Europeo del 1994 insieme a futuri campioni come Cannavaro, Panucci e Inzaghi.
Il dramma dell’aneurisma e il declino
La svolta negativa arrivò nel 2006, quando durante una partita tra Novara e Giulianova fu colpito da un aneurisma cerebrale fulminante che lo tenne in coma per 12 giorni. Dopo una lunga riabilitazione, tentò un ritorno nel calcio dapprima come allenatore in seconda della Stella Polare, poi sorprendentemente riprese a giocare una stagione con il Chieti in Serie D, senza però recuperare completamente la forma di un tempo.
Vicissitudini giudiziarie e implicazioni criminali
La vita fuori dal campo di Cherubini fu altrettanto turbolenta. Nel 2010 fu denunciato per aver morso l’orecchio di un rivale in amore. Ma le accuse più gravi emersero successivamente: nel 2014 fu arrestato per porto illegale di arma e ricettazione, trovato in possesso di una pistola calibro 7,65 rubata. Nel 2015, le autorità lo accusarono di far parte di un’organizzazione criminale internazionale dedita allo spaccio di droga, detenzione di armi ed esplosivi, estorsione, riciclaggio e altri reati gravi. Le indagini evidenziarono un coinvolgimento in un gruppo attivo sull’asse Olanda-Italia con base a Villa Gordiani.
Il ricordo di Gianluca Cherubini rimane così segnato da una parabola di promessa sportiva mai pienamente realizzata e da un’esistenza travagliata, lontana dai riflettori del calcio che lo aveva visto nascere.
