Mircea Lucescu se n’è andato a 80 anni, spegnendosi dopo un malore che lo aveva colpito durante il ritiro della nazionale rumena. Ricoverato da giorni in condizioni critiche all’Ospedale Universitario di Bucarest, non aveva mai lasciato la sua panchina, nemmeno quando la salute vacillava. A pochi giorni dal suo 81° compleanno, il mondo del calcio – e in particolare quello rumeno – piange uno dei suoi allenatori più longevi e amati. Una figura che ha segnato un’epoca, dentro e fuori dal campo.
Addio a Mircea Lucescu
Lucescu era il commissario tecnico della Romania dal 2024 e ha guidato la squadra fino a poche settimane fa. Nonostante l’età e qualche problema di salute tenuto riservato, ha mantenuto il suo ruolo con fermezza, portando la nazionale a confronti importanti. Tra questi, lo spareggio per i Mondiali 2026 contro la Turchia, perso il 26 marzo, che ha visto ancora una volta il suo impegno e la sua passione in campo. Nel corso della carriera ha allenato club di prestigio come Brescia, Inter e Zenit San Pietroburgo, guadagnandosi il rispetto di tutto il calcio europeo per la sua esperienza e i numerosi successi.
Il malore improvviso e gli ultimi giorni in ospedale
Il 29 marzo, durante il ritiro a Bucarest, Lucescu è stato colpito da un malore improvviso mentre era in riunione tecnica. Portato d’urgenza in ospedale, le sue condizioni si sono aggravate rapidamente. Dopo un primo momento di apparente miglioramento e la volontà di restare vicino alla squadra, il 31 marzo ha avuto un infarto che lo ha costretto a un coma farmacologico in terapia intensiva. La federazione rumena aveva aggiornato costantemente sulle sue condizioni critiche, lasciando aperta una flebile speranza. Purtroppo, venerdì scorso la situazione è precipitata fino al tragico epilogo del 7 aprile.
Con la sua scomparsa, il calcio rumeno perde una figura di riferimento, un uomo che ha dato tutto, dentro e fuori dal campo, portando professionalità e passione fino all’ultimo respiro.






