Roma, 12 gennaio 2026 – Il Tribunale Federale Nazionale della FIGC ha inflitto una squalifica di 13 mesi ad Antonio Zappi, presidente dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA), a seguito dell’appello conclusosi questa mattina. Il provvedimento conferma la richiesta avanzata dalla Procura Federale. Zappi è accusato di aver esercitato pressioni sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, circostanza che ha innescato il procedimento disciplinare.
La squalifica e il ruolo di Zappi nell’AIA
Nonostante la squalifica superiore all’anno, secondo lo Statuto della FIGC, Antonio Zappi non decade al momento dalla carica di presidente dell’AIA, in quanto la decadenza dalla presidenza è subordinata alla definitiva conferma del provvedimento in secondo grado di appello. Zappi, originario di Sipicciano (Viterbo), è entrato a far parte dell’AIA fin da giovane arbitro e ha ricoperto diversi ruoli dirigenziali prima di essere eletto presidente nazionale nel dicembre 2024 con oltre il 72% dei voti. Prima della sua carriera dirigenziale, fu arbitro nazionale fino al 1998, anno in cui un infortunio lo spinse a dedicarsi alla gestione arbitrale.
Il contesto associativo e le attività di Antonio Zappi
Antonio Zappi, oltre alla presidenza dell’AIA, è noto anche come tributarista e giornalista pubblicista. Nel corso del suo mandato ha promosso iniziative volte all’autonomia, alla terzietà e all’indipendenza del giudizio arbitrale, sottolineando l’importanza del ruolo educativo e sociale degli arbitri. Nei messaggi rivolti agli associati, Zappi ha evidenziato l’impegno contro la violenza verso gli arbitri e il rafforzamento delle competenze arbitrali attraverso il rinnovamento degli organi tecnici.
La vicenda giudiziaria che lo coinvolge riguarda la presunta induzione agli ex responsabili delle commissioni arbitrali, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, a dimettersi dai rispettivi incarichi, un’accusa che ha portato al deferimento e alla sanzione disciplinare da parte della FIGC, l’organo di governo del calcio italiano con sede a Roma e presieduto da Gabriele Gravina. La FIGC è responsabile anche dell’organizzazione e della regolamentazione dell’attività arbitrale attraverso l’AIA.
Antonio Zappi resta quindi alla guida dell’Associazione Italiana Arbitri in attesa del secondo grado di giudizio, mentre l’attenzione resta alta sulla gestione interna dell’associazione e sul rispetto delle norme di condotta che regolano il mondo arbitrale.






